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Recensione Awei G10bl: gli auricolari perfetti per l’ufficio

Dopo la vagonata di auricolari TWS che abbiamo provato, tornare a parlare di auricolari bluetooth “convenzionali” sembra quasi obsoleto ma, in questo caso, la tipologia di auricolari ci sembra perfetta per l’ambiente lavorativo. Oggi vi presentiamo, grazie a Lightinthebox che ci ha fornito il sample per la recensione, le Awei G10bl.

awei g10bl

Unboxing, design ed ergonomia

La confezione è in cartone rigido e plastica trasparente, che richiama non poco le linee ed i colori di Jabra. Al suo interno troviamo gli auricolari, il cavo microUSB per la ricarica e 2 coppie di gommini di ricambio. Purtroppo non è presente alcun astuccio per il trasporto.

Il design non è sicuramente il punto forte degli Awei G10bl, che soffrono un po’ di anonimia. Sono assemblate quasi completamente in plastica eccetto i piccoli earbud, in alluminio e magnetici, per tenerli saldi al collo anche durante le sessioni di corsa più sfrenate. Lungo il cavo di collegamento tra i due auricolari troviamo il tastierino a 3 pulsanti per i comandi inline, con i quali avemo accesso a tutti i comandi più comuni:

  • Rispondere e riagganciare alle chiamate;
  • Controlli del volume;
  • Play/Pausa;
  • Avanti e indietro con le tracce.

A sorprendere, però, è il peso di soli 24 grammi, una piuma alle orecchie e al collo, che non darà fastidio anche dopo ore di ascolto o corsa.

awei g10bl

Connettività, audio e autonomia

La connettività è affidata al Bluetooth 4.2, non di ultimissima generazione ma sempre affidabile e veloce nel pairing. L’audio degli auricolari Awei è piacevole, leggermente tendente al “basso” ma con frequenze chiare e mai troppo ovattate, il bilanciamento risulta sufficiente per ogni tipo di brano. Anche il volume è soddisfacente e potremo anche lasciarlo tra il 60 e l’80% nella maggior parte dei casi. Proprio in virtù di ciò l’autonomia è un punto di forza, attestandosi sulle 8 ore e scendendo sulle 6, 6 ore e 30 utilizzandoli al 100% del volume consentito. Anche l’audio in chiamata è buono, la voce non risulta ovattata o metallica e, a meno che non chiamassimo da una zona molto affollata (ma potremmo sopperire avvicinando il microfono alla bocca), il nostro interlocutore non avrà mai problemi a sentirci.

awei g10bl

Conclusioni: perché “cuffie da ufficio”?

Ormai gli auricolari TWS vanno per la maggiore (Redmi e Xiaomi su tutte, per rimanere in questa fascia di prezzo) ma, nella vita d’ufficio, dove solitamente ci troviamo a comunicare con colleghi e quindi, a rimuovere dalle orecchie uno o entrambi gli auricolari, soluzioni ad “appoggio” come questa di Awei ci vengono in aiuto, non dovendoci preoccupare di riporre l’auricolare/i o di prestare particolare attenzione. Il prezzo di circa 15 euro poi, ne fanno un prodotto accessibile a tutte le tasche, anche se le scegliessimo come cuffia da battaglia per i nostri allenamenti. E voi che ne pensate, cercate ancora soluzioni più “old-school” oppure siete saldi sostenitori del true wireless?

audio, recensioni

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