Il Ministero delle Risorse Umane e della Sicurezza Sociale cinese ha fissato per il 2026 un obiettivo di 1,25 milioni di iscrizioni negli istituti tecnici professionali.
Il piano non riguarda solo l’aumento dei numeri, ma anche l’aggiornamento dell’offerta formativa: scuole e imprese lavoreranno insieme per creare nuovi percorsi, basi di addestramento pratico e corsi più aderenti alle competenze richieste dall’industria.

La Cina accelera sulla formazione tecnica per i settori industriali emergenti
L’indicazione operativa mette al centro i gruppi che cercano un inserimento o un reinserimento nel lavoro, tra cui lavoratori provenienti dalle aree rurali, neolaureati senza occupazione, disoccupati registrati e persone con maggiori difficoltà occupazionali. L’idea è aumentare rapidamente la disponibilità di profili tecnici in comparti dove la domanda di competenze sta crescendo più in fretta.
Tra i campi citati spiccano intelligenza artificiale e veicoli a nuova energia, due aree che continuano a ricevere attenzione anche sul fronte normativo e industriale. Accanto a questi compaiono manifattura avanzata, economia a bassa quota e servizi per la salute e l’assistenza, segno di un approccio ampio che unisce industria, mobilità e servizi.
- Obiettivo ufficiale di iscrizioni 2026: 1,25 milioni di studenti negli istituti tecnici professionali.
- Formazione rivolta a categorie con necessità di occupazione o riqualificazione professionale.
- Focus su intelligenza artificiale, manifattura avanzata, economia a bassa quota, veicoli a nuova energia e assistenza.
- Corsi costruiti in base alla domanda di mercato e alle competenze richieste dai diversi profili professionali.
Scuole e aziende collaboreranno su corsi, accademie industriali e basi pratiche
Uno degli aspetti più concreti del piano è il rafforzamento della collaborazione tra istruzione e imprese. Gli istituti dovranno ottimizzare o aggiungere specializzazioni in linea con le industrie emergenti e future, collegandosi alle aziende leader delle rispettive aree per creare accademie industriali e centri di addestramento pratico.
Sono previsti anche modelli di formazione differenziati, con percorsi a tempo pieno, formule part-time e corsi di aggiornamento professionale. Questa flessibilità può rendere più rapido l’accesso a competenze immediatamente spendibili, soprattutto in filiere come automotive elettrico e AI, dove standard, sicurezza e applicazioni evolvono rapidamente.
- Collaborazione strutturata tra istituti e imprese per adeguare i programmi formativi.
- Creazione di accademie industriali e basi di formazione pratica condivise.
- Possibilità di classi orientate a sbocco diretto in azienda o percorsi dedicati a partner specifici.
- Tre modalità principali: tempo pieno, part-time e formazione professionale mirata.
