Le vendite delle auto di marchi cinesi nei mercati esteri continuano a crescere a ritmo molto sostenuto. A maggio 2026 i volumi hanno raggiunto 440.000 unità, con un aumento del 60% su base annua, mentre nel periodo gennaio-maggio il totale è salito a 1,96 milioni di unità, ancora una volta con una crescita del 60%.
Il dato conferma che l’espansione internazionale dei costruttori cinesi non si basa più solo sull’export puro, ma su una strategia più articolata fatta di assemblaggio locale, reti commerciali dedicate e maggiore controllo della distribuzione.

Le auto cinesi all’estero accelerano ancora nei primi cinque mesi del 2026
Il quadro dei primi cinque mesi evidenzia una crescita ampia e costante. A maggio il mercato estero dei marchi cinesi ha toccato 440.000 unità, mentre il cumulato da gennaio a maggio è arrivato a 1,96 milioni. L’incremento del 60% anno su anno in entrambi i casi indica una fase di espansione molto rapida, sostenuta da una domanda sempre più diversificata tra più aree geografiche.
- Vendite a maggio 2026: 440.000 auto.
- Vendite gennaio-maggio 2026: 1,96 milioni di auto.
- Crescita annua in entrambi i periodi: +60%.
- Quota nei mercati esteri molto variabile a seconda dell’area geografica.
Le auto a nuova energia rafforzano il vantaggio competitivo dei marchi cinesi
Nel comparto delle auto a nuova energia il peso dei costruttori cinesi è ancora più evidente. Tra gennaio e maggio 2026 la quota globale ha raggiunto il 23,5%, con risultati particolarmente forti in alcune aree. In Europa la quota è al 17,7%, mentre nell’emisfero sud arriva al 79%. Anche nel Sud-est asiatico e nell’Asia occidentale il dato si colloca attorno al 46%, segnale di una presenza già molto solida.
- Quota globale auto a nuova energia nei primi cinque mesi del 2026: 23,5%.
- Europa: 17,7%.
- Emisfero sud: 79%.
- Sud-est asiatico e Asia occidentale: circa 46%.
Dall’assemblaggio KD alla produzione locale: così cambia l’espansione internazionale
La crescita non dipende soltanto dai volumi, ma anche dal cambio di modello operativo. I costruttori cinesi hanno iniziato con l’assemblaggio KD, ciòè l’esportazione di veicoli in kit o semilavorati da completare localmente, per poi passare a una presenza più radicata con produzione localizzata, acquisizioni all’estero e sviluppo della filiera sul posto.
Anche il canale commerciale è cambiato. L’export di vetture complete si è spostato in larga parte da un modello di vendita diretta a uno basato su concessionari e strutture di gestione locale. Marchi come BYD, Great Wall e Chery stanno costruendo centri di controllo commerciale nei vari mercati per migliorare reti di vendita e assistenza, un passaggio decisivo per sostenere la crescita nel medio periodo.
- Fase iniziale basata su assemblaggio KD.
- Evoluzione verso produzione locale e acquisizioni estere.
- Crescita della filiera locale insieme ai produttori di componenti.
- Passaggio dall’export a blocco al modello con rete di concessionari.


