Le autorità cinesi hanno diffuso un nuovo avviso antifrode dopo la comparsa di documenti falsi usati per promettere rimborsi o riaccrediti a nome dell’amministrazione per la vigilanza del mercato e della piattaforma nazionale 12315.
Il meccanismo è semplice ma pericoloso: i truffatori inviano file, SMS o persino spedizioni con timbri contraffatti, poi spingono a scansionare un codice o ad aprire un link per inserire dati bancari e codici di verifica. L’obiettivo è sottrarre denaro e informazioni sensibili.

Le autorità chiariscono che nessuno è autorizzato a gestire rimborsi o pratiche di liquidazione
L’Ufficio generale dell’amministrazione statale per la regolazione del mercato, insieme alla struttura investigativa del ministero della Pubblica sicurezza, ha precisato che né l’ente né la piattaforma nazionale 12315 affidano a società o privati la gestione di pratiche di rimborso, riaccredito o liquidazione.
Il punto centrale dell’avviso è netto: i documenti con intestazioni ufficiali e timbri rossi che circolano in questi casi sono falsi. I truffatori li creano per dare credibilità al messaggio e convincere le vittime a seguire istruzioni che portano alla consegna di dati personali e bancari.
- Nessun soggetto esterno è incaricato di occuparsi di rimborsi o riaccrediti per conto dell’autorità di vigilanza del mercato.
- La piattaforma 12315 serve per reclami, segnalazioni e gestione delle controversie dei consumatori, ma non effettua rimborsi diretti tramite scansione di codici o moduli
- Documenti, SMS e avvisi ricevuti con richieste di compilazione dati bancari devono essere considerati ad alto rischio.
Come funziona la truffa e quali segnali meritano attenzione immediata
Uno degli schemi segnalati prevede l’invio di un documento apparentemente ufficiale che dichiara l’avvio di una procedura di rimborso. Alla vittima viene chiesto di scansionare un codice oppure di aprire un sito e compilare un modulo con coordinate bancarie, dati personali e codici ricevuti via SMS.
Un secondo schema sfrutta il nome della piattaforma 12315 con finti avvisi di rimborso inviati tramite messaggio o corriere. Anche in questo caso il passaggio decisivo è sempre lo stesso: spingere l’utente a usare il proprio smartphone per accedere a una pagina esterna e autorizzare, di fatto, il furto di denaro.
- Diffidare di ogni comunicazione che promette denaro da recuperare in cambio dell’inserimento di dati bancari.
- Non scansionare QR code presenti in documenti inattesi o ricevuti via messaggio.
- Non inserire mai codici di verifica se la procedura nasce da un contatto non richiesto.
- In caso di dubbio, verificare l’informazione solo tramite canali istituzionali ufficiali.


