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Xiaomi guida lo standard Qi 50W con Apple e Huawei

Xiaomi sta giocando un ruolo centrale nello sviluppo del prossimo standard Qi da 50 W per la ricarica wireless, insieme a nomi come Apple, Huawei, Google, Honor, Oppo e Vivo. Il lavoro è entrato in una fase concreta dopo una conferenza tecnica del Wireless Power Consortium, ospitata a Pechino nella sede dell’azienda tra il 22 e il 25 giugno.

La novità più importante è che l’architettura di ricarica proposta da Xiaomi è stata inserita nel processo ufficiale di stesura dello standard. Per chi usa smartphone, accessori magnetici o basi di ricarica, questo passaggio conta perché punta a portare in futuro una ricarica wireless più potente.

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Il nuovo standard Qi da 50W prende forma con Xiaomi in prima linea

Il Wireless Power Consortium, l’organismo che gestisce lo standard Qi, sta lavorando al prossimo salto di potenza dopo l’evoluzione degli ultimi anni. Dopo l’adozione di Qi2 magnetico da 15 W come standard internazionale IEC alla fine del 2024 e l’arrivo della specifica da 25 W nel 2025, l’obiettivo successivo è arrivare a 50 W, con una pubblicazione attesa nel 2028.

Durante l’incontro tecnico di Pechino, i lavori si sono concentrati su specifiche, test dei prototipi e requisiti di interoperabilità. In pratica, non si parla solo di velocità di ricarica, ma anche di come far funzionare in modo sicuro caricatore, bobine, chip e smartphone di marchi diversi senza creare incompatibilità.

  • Al tavolo tecnico hanno partecipato Apple, Google, Huawei, Honor, Oppo, Vivo e altri marchi del settore.
  • Il focus principale è stato definire i requisiti tecnici per una ricarica wireless da 50 W condivisa tra più produttori.
  • Il rilascio del nuovo standard è previsto per il 2028.
Conferenza tecnica
Dal 22 al 25 giugno a Pechino
Organismo coinvolto
Wireless Power Consortium
Evoluzione recente
Qi2 15 W nel 2024, specifica 25 W nel 2025
Il dato chiave è l’ingresso della soluzione Xiaomi nel processo ufficiale di definizione del Qi 50 W.
Per l’utente finale questo significa basi più concrete per accessori futuri capaci di offrire più potenza senza rinunciare alla compatibilità tra ecosistemi diversi.
Cronologia dello sviluppo Qi
Qi2 magnetico
15 W
Specifica successiva
25 W
Prossimo obiettivo
50 W
Pubblicazione attesa
2028

Perché l’architettura di Xiaomi è considerata importante

Xiaomi sostiene che gli attuali requisiti di design delle bobine previsti dallo standard Qi2 siano piuttosto rigidi e possano creare difficoltà nella gestione del calore, soprattutto su telefoni pieghevoli e basi di ricarica per auto. Per affrontare il problema, l’azienda ha sviluppato in due anni un’architettura di ricarica a bassa induttanza e bassa tensione.

L’obiettivo di questa soluzione è ridurre le perdite della bobina, migliorare la dissipazione termica e semplificare l’integrazione dei moduli di ricarica nei dispositivi più moderni. Tradotto nell’uso reale, il vantaggio potenziale è una ricarica wireless più spinta ma anche più gestibile in prodotti sottili, pieghevoli o installati in spazi difficili come l’abitacolo di un’auto.

  • Xiaomi ha presentato la proposta al WPC alla fine del 2024.
  • Nel 2025 sono stati completati test incrociati con prototipi da 25 W e 50 W.
  • Nel primo trimestre 2026 il WPC ha inserito questa architettura nella bozza del futuro standard.
Tempo di sviluppo
Due anni
Punti critici affrontati
Perdite della bobina e gestione termica
Dispositivi interessati
Smartphone moderni, pieghevoli e basi per auto
Il nodo vero non è solo arrivare a 50 W, ma farlo senza aumentare troppo calore e complessità costruttiva.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per i telefoni pieghevoli, dove spazio interno e controllo termico sono più delicati rispetto a uno smartphone tradizionale.
Caratteristiche della proposta Xiaomi
Tipo di architettura
Bassa induttanza, bassa tensione
Beneficio dichiarato
Riduzione delle perdite della bobina
Beneficio dichiarato
Migliore dissipazione del calore
Beneficio dichiarato
Integrazione più semplice nei dispositivi

Test tra aziende e impatto pratico sul mercato della ricarica wireless

Durante l’evento si è svolto anche un Plugfest con oltre 20 aziende. Si tratta di una fase di test tipica del settore, in cui chip, bobine e dispositivi vengono provati insieme per individuare problemi di compatibilità prima che lo standard diventi definitivo.

Tra i nomi coinvolti ci sono anche Anker, NXP e Southchip, che hanno testato hardware prototipale per verificare che i futuri caricabatterie da 50 W possano funzionare in modo affidabile e sicuro con prodotti di marchi differenti. Per l’industria è un passaggio decisivo: evita frammentazioni regionali e aiuta a mantenere allineate le catene produttive con gli standard globali.

  • Al Plugfest hanno partecipato oltre 20 aziende.
  • I test hanno riguardato chip, bobine e dispositivi di produttori diversi.
  • L’obiettivo è garantire sicurezza, affidabilità e interoperabilità nel futuro ecosistema Qi 50 W.
Formato di test
Plugfest industriale
Aziende citate
Anker, NXP, Southchip
Risultato atteso
Standard globale più uniforme
Se il lavoro andrà a buon fine, in futuro scegliere un caricatore wireless potente potrebbe diventare più semplice e meno legato al singolo marchio.
Nella fonte compare anche un riferimento a 100 dollari, circa 85 euro, ma non è collegato al nuovo standard Qi 50 W e non rappresenta un prezzo di listino della tecnologia.
Cosa viene verificato nei test
Componenti sotto prova
Chip di ricarica
Componenti sotto prova
Bobine
Componenti sotto prova
Dispositivi completi
Obiettivo
Compatibilità tra brand diversi

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