Shangjie Auto ha pubblicato un approfondimento tecnico sulla batteria della Z7 e della Z7T, mettendo l’attenzione su un tema preciso: la differenza tra architettura delle celle in posizione tradizionale e architettura con celle capovolte.
L’azienda sostiene che la disposizione capovolta, con poli e barre di collegamento collocati nella parte inferiore del battery pack, sia più esposta ai danni strutturali.
Perché Shangjie difende la struttura con celle orientate verso l’alto
Nel pacco batteria, i poli positivo e negativo delle celle e le connessioni ad alta tensione sono elementi critici perché gestiscono tensioni molto elevate, vicine al migliaio di volt. Nella configurazione capovolta questi componenti vengono posizionati nella parte inferiore del pacco, quindi più vicini alla zona che può subire impatti, deformazioni del guscio inferiore o danni alla protezione sottoscocca.
Se un urto compromette la struttura e l’isolamento, la corrente ad alta tensione può innescare un arco elettrico con temperature di migliaia di gradi in modo pressoché istantaneo. È il fenomeno indicato come arco ad alta tensione, che nei casi estremi può contribuire all’innesco dell’autocombustione della batteria.
Con la struttura tradizionale, invece, i poli delle celle sono rivolti verso l’alto e restano più lontani dalla zona più esposta agli urti del pianale. Shangjie presenta questa scelta come una misura preventiva alla radice, pensata per limitare il rischio di danni che potrebbero portare a instabilità termica.
- Le celle capovolte collocano poli e connessioni ad alta tensione nella parte inferiore del pacco batteria.
- In caso di deformazione del fondo o del pannello protettivo, l’isolamento può cedere e generare arco ad alta tensione.
- L’arco elettrico può raggiungere temperature di migliaia di gradi e aumentare il rischio di runaway termico.
- La soluzione adottata sulla Z7 tiene i poli verso l’alto, lontani dalla zona più esposta agli impatti del sottoscocca.
Huawei Giant Whale punta su protezioni multiple e monitoraggio continuo
La batteria Giant Whale montata su tutta la gamma Z7 e Z7T non si limita all’orientamento delle celle. Shangjie parla di un sistema con 15 livelli di protezione, costruito anche con materiali come aerogel e pannelli in mica, due elementi usati per migliorare l’isolamento e la resistenza termica.
A questo si aggiunge un controllo BMS in cloud attivo 24 ore su 24,7 giorni su 7, pensato per individuare in anticipo eventuali anomalie o rischi nascosti e attivare contromisure. L’azienda lega quindi la sicurezza della batteria a tre fattori: architettura, materiali di protezione e sorveglianza software continua.
Un altro punto messo in evidenza è la maturità industriale della soluzione con celle orientate verso l’alto. Shangjie la definisce una tecnologia già verificata nel tempo, con processi produttivi più standardizzati e una migliore coerenza qualitativa nella produzione di massa.
- Tutta la gamma Z7/Z7T adotta di serie la piattaforma Huawei Giant Whale.
- Sono dichiarati 15 livelli di protezione per il pacco batteria.
- Tra i materiali citati ci sono aerogel e pannelli in mica.
- Il BMS supporta monitoraggio cloud continuo 7 giorni su 7,24 ore su 24.
- La struttura con celle verso l’alto viene presentata come più matura anche dal punto di vista produttivo.
Disponibilità e fascia di prezzo della Shangjie Z7
Le prime consegne della Shangjie Z7 e della Z7T sono già partite in Cina. La gamma viene proposta con un prezzo di partenza di 219.800 yuan, pari a circa 28.000 euro, dato utile per collocare il modello nella fascia di riferimento.
Al momento il valore della notizia è soprattutto tecnico: Shangjie usa la Z7 come vetrina per spiegare come intende differenziarsi sul tema batteria, puntando su una soluzione che privilegia la protezione dei componenti ad alta tensione nella parte più esposta del veicolo.
- Prezzo di partenza: 219.800 yuan.
- Conversione indicativa: circa 28.000 euro.
- Le prime consegne sono già iniziate sul mercato cinese.






