HiAnime, indicato come uno dei più grandi siti pirata al mondo dedicati allo streaming anime, è arrivato alla chiusura definitiva anche sul piano operativo: a quattro mesi dallo spegnimento della piattaforma, la polizia vietnamita ha arrestato sette persone ritenute coinvolte nella gestione del servizio.
La conferma è arrivata dall’Alliance for Creativity and Entertainment, organizzazione antipirateria guidata dalla Motion Picture Association, che ha collegato l’operazione a una più ampia stretta internazionale contro streaming e distribuzione illecita di anime e manga.

Sette arresti chiudono definitivamente il caso HiAnime
L’operazione è stata resa pubblica il 2 luglio 2026 e coinvolge il Ministero della Pubblica Sicurezza del Vietnam, con il supporto di unità specializzate nelle indagini economiche e nei crimini informatici. Le autorità hanno identificato i sette indagati come presunti operatori dietro HiAnime e altri servizi collegati.
Le accuse riguardano la copia online e il caricamento non autorizzato di contenuti audiovisivi, con violazioni del diritto d’autore e dei diritti connessi. Dopo la chiusura improvvisa avvenuta a marzo, il team dietro il sito aveva lasciato intendere un possibile ritorno, ma nelle settimane successive è arrivata la comunicazione di cessazione permanente di tutte le attività.
- Arrestate 7 persone legate alla gestione di HiAnime.
- L’intervento è stato eseguito dalle autorità vietnamite con supporto investigativo internazionale.
- Le contestazioni riguardano distribuzione e caricamento illecito di opere protette.
- Il sito era già offline da circa quattro mesi prima degli arresti.
La stretta globale su anime e manga pirata sta accelerando
Il caso HiAnime si inserisce in una fase di controllo molto più aggressiva sul fronte della pirateria legata ad anime e manga. Negli ultimi mesi sono stati chiusi diversi portali illegali e le autorità hanno intensificato la cooperazione con editori e titolari dei diritti, compresi gruppi giapponesi attivi nel settore editoriale e audiovisivo.
Tra gli interventi più recenti figurano anche le chiusure di Harimanga, Manhwaclan e Kunmanga, tre piattaforme illegali di fumetti online finite nel mirino delle forze dell’ordine di Corea del Sud e Vietnam.
- La repressione non riguarda solo lo streaming anime, ma anche i siti pirata di manga e webtoon.
- Tra i titolari dei diritti coinvolti compaiono anche grandi editori giapponesi, come il gruppo dietro Weekly Shonen Jump.
- Le autorità stanno colpendo sia le piattaforme sia i team che ne curano infrastruttura e distribuzione.
- La crescita economica del settore anime sta aumentando il peso delle azioni antipirateria.

