Il Digital Omnibus riapre il confronto sull’uso dei dati personali per l’intelligenza artificiale, ma il testo del Consiglio UE non è una nuova legge già applicabile. Il documento 14756/26, datato 22 ottobre, contiene il mandato negoziale concordato dagli ambasciatori degli Stati membri il 21 ottobre. La notizia rilanciata oggi riguarda questa posizione, non un’autorizzazione immediata alle piattaforme a utilizzare qualunque dato.
Il punto centrale è l’articolo 88 bis
Nel mandato, il trattamento di dati personali per sviluppare e far funzionare sistemi e modelli AI viene collegato al legittimo interesse del titolare o di un terzo, secondo l’articolo 6, paragrafo 1, lettera f, del GDPR. Rispetto alla proposta della Commissione, alcune condizioni esplicite vengono cancellate dall’articolo o riformulate nel considerando 33a.
Quest’ultimo continua a richiamare i diritti e le libertà delle persone, con attenzione ai minori. Precisa inoltre che sviluppare o utilizzare un modello AI non costituisce, da solo, un legittimo interesse: la valutazione deve riguardare il caso concreto e lo scopo del trattamento. È quindi importante leggere insieme articolo e considerando, senza trasformare il dibattito in un semplice “consenso sì o no”.

Perché noyb contesta il mandato
L’associazione per i diritti digitali noyb, intervenuta il 23 ottobre, ritiene che la formulazione favorisca le aziende AI e renda più difficile opporsi al riutilizzo dei dati, anche di persone che non sono loro clienti. È la lettura critica dell’associazione, non una decisione giudiziaria né l’effetto di una norma già entrata in vigore.
Il confronto visibile nel documento mostra la rimozione dall’articolo delle garanzie dettagliate proposte dalla Commissione, incluso il riferimento a un’opposizione incondizionata. Il testo negoziale mantiene però il richiamo a misure tecniche e organizzative appropriate e al diritto di opposizione dell’articolo 21. Dire che ogni tutela scompare sarebbe quindi una semplificazione fuorviante.

Cosa significa per chi usa i servizi digitali
Il documento è una base per il negoziato con il Parlamento europeo. Per sapere quali regole cambieranno davvero occorrerà il testo definitivo, con le relative condizioni e date di applicazione. Il mandato che abbiamo esaminato non basta per attribuire oggi nuovi permessi a una singola app o piattaforma.
Questo livello normativo va distinto dalle politiche contrattuali di Meta sull’AI e dalle scelte di Google sulla personalizzazione degli annunci, di cui abbiamo già scritto. Anche i problemi concreti di raccolta dei dati, come le registrazioni audio non richieste sui Ray-Ban Meta, richiedono verifiche specifiche: non possono essere spiegati o giustificati automaticamente da una proposta legislativa.
Cover: pagina 32 del documento ufficiale, considerando 33a. Le tre immagini riproducono pagine del mandato, non una legge vigente; nessun contenuto testuale è stato alterato. © Unione europea, 2026. Condizioni di riutilizzo del Consiglio UE.

