Alcuni proprietari di Ray-Ban Meta hanno segnalato audio e trascrizioni comparsi nella cronologia Meta AI senza aver pronunciato “Hey Meta”. Meta ha risposto ad Android Authority il 13 ottobre affermando che il problema è stato risolto. Ars Technica è tornata sul caso il 16 ottobre, evidenziando le informazioni ancora mancanti.
La segnalazione iniziale riguarda un utente che descrive il comportamento su tre paia di occhiali, anche con l’opzione di risposta senza la frase di attivazione disabilitata. Altri commenti raccontano episodi simili, ma Android Authority non ha riprodotto il problema e non dispone di elementi per considerarlo diffuso.

Che cosa ha confermato Meta
La risposta dell’azienda comunica la risoluzione e ricorda che le impostazioni consentono di consultare e cancellare i registri vocali delle interazioni con Meta AI. Non specifica la causa, una versione firmware correttiva o quanti dispositivi siano stati coinvolti.
Il collegamento con un recente aggiornamento resta quindi un’ipotesi dell’utente, non una diagnosi pubblicata da Meta. Non è corretto estendere questi episodi a tutti gli occhiali o descriverli come una prova di registrazione continua generalizzata.

Audio dell’assistente e riprese non sono la stessa cosa
I Ray-Ban Meta integrano microfoni, altoparlanti e un assistente vocale; i modelli con fotocamera gestiscono anche foto e video. Nella presentazione ufficiale della seconda generazione, Meta descrive il prodotto come un insieme di funzioni audio, ripresa e interazione con l’AI.
Il caso riguarda le attivazioni vocali non richieste e la presenza di voci nella cronologia dell’assistente. Va distinto dalle protezioni del LED per le riprese e dalla vicenda degli occhiali manomessi: una misura contro la registrazione video nascosta non spiega, da sola, come sia stata gestita questa anomalia audio.
Restano da chiarire causa e portata
La verifica utile è separare ciò che viene segnalato dagli utenti, ciò che la testata ha potuto controllare e ciò che Meta dichiara risolto. Il resoconto originario di Android Authority contiene l’aggiornamento con la replica dell’azienda; la ricostruzione successiva è di Ars Technica.
Non sono stati pubblicati, nelle risposte riportate, dettagli sufficienti per attribuire il problema a un modello o a un firmware specifico. Per questo non presentiamo un elenco di dispositivi certamente difettosi né una procedura tecnica di correzione non confermata dal produttore.

