La disputa tra Apple e Optis sulle licenze 4G/LTE entra in una fase decisiva: la Corte Suprema del Regno Unito ha avviato l’esame del caso che da anni contrappone il gruppo di Cupertino alla società titolare di brevetti standard essenziali.
Il punto non è più accertare la violazione, già riconosciuta nei precedenti passaggi giudiziari, ma stabilire quale sia un compenso FRAND corretto, cioè equo, ragionevole e non discriminatorio. La decisione può incidere in modo concreto sul modo in cui vengono calcolate le royalty SEP a livello globale.

La Corte Suprema britannica riapre il nodo chiave delle royalty FRAND
La causa è iniziata nel febbraio 2019, quando Optis ha portato Apple davanti al tribunale brevetti del Regno Unito sostenendo che diversi prodotti compatibili con rete LTE, tra cui iPhone, iPad e Apple Watch, violassero più brevetti standard essenziali. In parallelo è stato avviato anche un contenzioso negli Stati Uniti.
Nell’udienza aperta ora a Londra, il tema centrale è il metodo corretto per fissare le condizioni di una licenza globale FRAND. I giudici devono valutare se la Corte d’Appello abbia applicato un criterio corretto nel determinare la tariffa, se fosse legittimo fissare direttamente il valore senza rinviare il caso a un nuovo giudizio e come vadano trattate le royalty sulle vendite passate.
Il caso ha un peso che va oltre Apple e Optis, perché tocca il cuore del mercato dei brevetti SEP: quanto deve pagare un produttore per usare tecnologie essenziali negli standard di rete mobili.
- La violazione dei brevetti non è più il punto principale del procedimento britannico.
- Il focus è sulla definizione di una licenza globale FRAND e sul relativo metodo di calcolo.
- La Corte Suprema del Regno Unito ha previsto un esame del caso nell’arco di tre giorni.
- Il collegio incaricato della decisione è composto da cinque giudici.
Dal primo risarcimento a oltre 500 milioni di dollari, il conto è cambiato radicalmente
Nel 2023 l’Alta Corte di Londra aveva stabilito per Apple un pagamento una tantum di circa 56,43 milioni di dollari, pari a circa 48 milioni di euro. Optis ha però contestato quel valore e ha ottenuto un ribaltamento in appello.
Il 1 maggio 2025 la Corte d’Appello del Regno Unito ha infatti portato l’importo a 502 milioni di dollari, circa 430 milioni di euro, prendendo in parte come riferimento un accordo di licenza tra Optis e Google e retrodatando le royalty fino al 2013. È proprio questo salto, e il metodo usato per giustificarlo, ad aver spinto Apple a ricorrere alla Corte Suprema.
Apple definisce l’impostazione della Corte d’Appello arbitraria e giuridicamente errata. Optis, al contrario, sostiene che il gruppo abbia sfruttato la propria forza di mercato per comprimere per anni il livello delle royalty considerate eque.
- Importo fissato nel 2023: 56,43 milioni di dollari circa 48 milioni di euro.
- Importo fissato in appello nel 2025: 502 milioni di dollari circa 430 milioni di euro.
- La Corte d’Appello ha considerato anche un accordo di licenza tra Optis e Google.
- Le royalty sono state retrodatate fino al 2013, superando il precedente limite di sei anni.
Regno Unito e Stati Uniti seguono percorsi diversi nella battaglia Apple contro Optis
Mentre nel Regno Unito il confronto ruota intorno al prezzo corretto della licenza, negli Stati Uniti il percorso processuale ha preso una direzione molto diversa. Nel febbraio 2026 una giuria americana ha stabilito che Apple non ha violato tutte e cinque le rivendicazioni brevettuali contestate da Optis.
In precedenza, sempre negli Stati Uniti, due diverse giurie avevano invece ordinato ad Apple pagamenti da 506 milioni di dollari e da 300 milioni di dollari, ma entrambe le decisioni sono poi state annullate in appello. Optis ha già fatto sapere che continuerà a cercare un riesame anche oltreoceano.
Questo doppio binario rende il caso particolarmente rilevante: da una parte si discute il valore economico di una licenza globale, dall’altra resta aperta la partita sulla validità concreta delle accuse di violazione nei diversi ordinamenti.
- Negli Stati Uniti, a febbraio 2026, una giuria ha escluso la violazione di tutte e cinque le rivendicazioni contestate.
- Due precedenti verdetti americani avevano fissato risarcimenti da 506 milioni di dollari e 300 milioni di dollari.
- Entrambi quei verdetti sono stati successivamente annullati.
- La battaglia giudiziaria tra Apple e Optis resta quindi aperta su più fronti.


