
Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di digerire il Gen 5, che un nuovo report del leaker cinese Digital Chat Station anticipa i primi dettagli sui prossimi SoC di punta di Qualcomm. La serie Snapdragon 8 di sesta generazione sarebbe, infatti, già in lavorazione con due modelli distinti e un passaggio al processo produttivo a 2 nm, segnando un salto tecnologico rilevante per il 2026.

Cosa è emerso sulla Gen 6
Secondo il leak, Qualcomm sta preparando due varianti: una “Elite” e una standard, in linea con la nuova strategia di naming inaugurata di recente.
Codici modello e naming
– Snapdragon 8 Elite Gen 6: codice interno SM8975
– Snapdragon 8 Gen 6 (standard): codice interno SM8950
Per confronto, gli attuali Snapdragon 8 Elite Gen 5 e 8 Gen 5 usano rispettivamente SM8850 e SM8845. La coerenza dei codici conferma la segmentazione tra versione top e versione standard, ma al momento non ci sono dettagli su differenze di core, frequenze o GPU.
Processo produttivo a 2 nm
Il passaggio ai 2 nm è indicato come obiettivo per la serie Gen 6. In termini pratici, ci si può aspettare miglioramenti in efficienza e densità, con potenziali benefici su autonomia e prestazioni sostenute. Resta da chiarire quale fonderia verrà scelta e con che tempistiche di ramp-up, aspetti cruciali per la resa e la disponibilità reale sul mercato.
Tempistiche attese
La finestra indicativa è il 2026. Data la natura preliminare del leak, è plausibile che i primi prototipi compaiano nel corso del 2025, con i prodotti commerciali a seguire. Nessuna informazione su prezzi o configurazioni memorie/modem per la Gen 6.
Cosa suggerisce la Gen 5 sulla direzione di Qualcomm
In mancanza di schede tecniche ufficiali per la Gen 6, la piattaforma Snapdragon 8 Elite Gen 5 offre indizi utili sulla traiettoria di Qualcomm.
CPU e prestazioni
La Gen 5 adotta la CPU Oryon di terza generazione, con un core principale fino a 4,6 GHz. L’azienda indica un +20% di performance e fino a +35% di efficienza rispetto alla generazione precedente. Questi numeri, se confermati dalla Gen 6 con l’aiuto dei 2 nm, potrebbero tradursi in guadagni sia sul picco sia sulla costanza sotto carico.
GPU e gaming
Il comparto grafico della Gen 5 registra un +23% di output e clock più elevati nel ray tracing. È ragionevole aspettarsi che la Gen 6 spinga ulteriormente su raster, RT e tecniche upscaling/AI, mantenendo l’attenzione sul gaming mobile di fascia alta.
AI on-device
La Hexagon NPU aggiornata promette +37% di throughput. L’evoluzione del software (modellistica generativa, multimodale) rende probabile un ulteriore salto nella Gen 6, con inferenza locale più rapida e pipeline ML/LLM ottimizzate per efficienza.
Imaging e video
Il Spectra ISP con supporto al codec Advanced Professional Video (APV) apre già nella Gen 5 a registrazione 8K quasi lossless. La Gen 6 potrebbe consolidare questa direzione con pipeline più profonde e compressione migliore, per un workflow creator meno distruttivo.
Connettività
La Gen 5 integra il modem X85 5G. Anche qui, per la Gen 6 sono attese ottimizzazioni su efficienza, aggregazione banda e latenza, ma non ci sono ancora dati tecnici.
Adozione OEM e disponibilità
– La Gen 5 è già apparsa sui dispositivi della serie Xiaomi 17 e arriverà su modelli di OnePlus, Vivo, iQOO, Oppo, Realme e Honor tra fine 2025 e inizio 2026.
– Per la Gen 6, l’orizzonte è il 2026. Le roadmap dipenderanno dalla maturità del nodo a 2 nm e dalle priorità dei partner. Al momento non ci sono informazioni sui prezzi (né in dollari né convertiti in euro).
La strategia “Elite” + standard consente a Qualcomm di presidiare l’ultra-high-end con binning/frequenze più spinte, lasciando alla variante base un’opzione più bilanciata per i flagship mainstream. Il passaggio ai 2 nm è potenzialmente dirompente, ma vincolato a rese e capacità produttiva: i benefici attesi su autonomia e prestazioni potrebbero variare in base a design termico, firmware e integrazione OEM. Finché non emergono dettagli su core layout, cache e GPU, il leak resta un segnale di roadmap più che una scheda tecnica.






