L’anteprima fotografica del prossimo flagship di Oppo arriva con una sfida insolita: scatti affiancati alla medio formato Hasselblad X2D II 100C (circa $11.000, ~€10.200). In vista del lancio in Cina del 16 ottobre, il manager della Find Series, Zhou Yibao, ha condiviso su Weibo campioni di foto che mostrano quanto la computazional photography possa avvicinare uno smartphone a un setup professionale.

Oppo Find X9 Pro: fotocamera e specifiche chiave
Il punto di forza è un tele con sensore 200MP ISOCELL HP5 a focale equivalente 70mm. A differenza di vecchi sensori ad altissima risoluzione che facevano binning a 12MP, questo—secondo le indiscrezioni—può scattare a 200MP (o 50MP) in buona luce, offrendo flessibilità tra dettaglio puro e gestione del rumore.
Completano il comparto, stando ai leak più credibili:
– Principale 50MP Sony LYT-828 con OIS per stabilizzazione ottica.
– Ultra‑grandangolare 50MP per scenari ampi e macro a fuoco ravvicinato.
– Periscopico 200MP con 3,5x ottico e fino a 120x ibrido per raggiungere soggetti lontani.
Questa configurazione punta a coprire l’intera escursione dal grandangolo al medio‑tele con enfasi sul dettaglio e sulla pulizia del file, specie in condizioni ben illuminate.

Hasselblad X2D II 100C: il riferimento di medio formato
La Hasselblad X2D II 100C resta un benchmark per qualità d’immagine grazie al sensore di grande formato e ai pixel da 3,76µm. Rispetto agli 0,5µm tipici del telefono, il vantaggio è netto in gamma dinamica, gradazioni cromatiche e profondità tridimensionale. È una macchina da studio e paesaggio, non comparabile per ingombri, costi e workflow (corpo e ottiche dedicati).


Confronto fotografico side‑by‑side
Nei sample condivisi su Weibo, gli scatti del telefono—indicati a destra—appaiono sorprendentemente vicini per fedeltà cromatica e nitidezza percepita, merito dell’elaborazione d’immagine di Oppo. Rimangono però differenze visibili:
– La medio formato conserva un margine in micro‑contrasto e nella resa delle alte luci.
– La profondità di campo naturale e la transizione dei piani sono più credibili sul sensore grande.
– A ingrandimenti estremi, il file dello smartphone mostra limiti di texture e rumore rispetto al RAW di medio formato.
È un risultato notevole per un telefono, ma non sostitutivo: i sample pre‑lancio vanno letti come dimostrazioni del potenziale della fotografia computazionale, non come equivalenza assoluta.
Software e funzioni Hasselblad su Oppo
La partnership si traduce in feature dedicate:
– Modalità XPAN per un rapporto d’aspetto panoramico e look ispirato ai corpi storici.
– Nuova funzione a tripla esposizione per creatività in‑camera.
– Kit di imaging opzionale con teleconverter che estende la portata da 70mm a 220mm equivalenti, utile per ritratti compressi e dettagli a distanza.
Questi strumenti ampliano il linguaggio visivo senza snaturare il workflow mobile, purché il software mantenga coerenza cromatica tra le tre fotocamere.
Display, prestazioni e autonomia
Oltre alla camera, le specifiche trapelate delineano un dispositivo equilibrato:
– Schermo LTPO OLED 6,78″ a 1,5K e 120Hz, per un compromesso tra definizione e consumo energetico.
– SoC MediaTek Dimensity 9500 (dato non ufficiale) per prestazioni di fascia alta e potenziale efficienza sotto carico AI.
– Batteria da 7.500mAh con ricarica 80W cablata e 50W wireless, numeri ambiziosi se confermati.
– Design da 8,25mm e 224g, misure competitive considerando capacità energetica e modulo periscopico.
Il pannello a 1,5K potrebbe scontentare chi cerca il QHD+ puro, ma è una scelta pragmatica per bilanciare autonomia, termiche e fluidità.
Il progetto di Oppo mira a ridurre il gap con sistemi professionali sfruttando un tele 200MP e un’elaborazione aggressiva. Sui contenuti social e nel travel, l’equilibrio tra versatilità e qualità percepita può convincere molti creator, specie se la resa è consistente tra i tre moduli. Resta il limite fisico del sensore: la Hasselblad mantiene un vantaggio strutturale dove conta la massima gamma dinamica e la malleabilità del file RAW.
Se il prezzo attorno ai $1.000 (~€930) sarà confermato, il posizionamento appare ambizioso ma coerente con il target. Il successo dipenderà dalla qualità finale del software camera, dalla gestione termica e dalla disponibilità internazionale.

