
A pochi giorni dal MWC 2026, Xiaomi è stata avvistata a Barcellona con una supercar elettrica non ancora annunciata. Le immagini circolate online confermano l’esistenza di un progetto ad alte prestazioni che spinge l’espansione automobilistica dell’azienda ben oltre la berlina SU7. La scelta di portare il prototipo su strada in pubblico suggerisce un’anteprima ufficiale durante la fiera, anche se le specifiche hardware non sono state ancora comunicate.
Design e aerodinamica: indizi da un prototipo radicale
Le foto spagnole evidenziano un’impostazione fortemente orientata alla pista. Le linee muscolose e l’assetto basso e largo richiamano soluzioni aerodinamiche tese a ridurre la resistenza e massimizzare il carico verticale, due elementi chiave per stabilità e velocità elevate. L’adozione di una carrozzeria a due porte conferma la natura non compromissoria del progetto: l’attenzione è rivolta all’esperienza di guida pura più che alla praticità quotidiana.
Rispetto alla SU7, progettata come gran turismo elettrica ad ampia diffusione, qui il linguaggio formale e i volumi indicano un prodotto di nicchia. Dettagli come prese d’aria pronunciate, passaruota scolpiti e un profilo affilato fanno pensare a un pacchetto aerodinamico studiato per l’uso in circuito.

Piattaforma tecnica e prestazioni attese
Senza dati ufficiali sul powertrain, è prematuro parlare di numeri. Tuttavia, la configurazione lascia intendere obiettivi precisi:
– Filosofia track-focused: l’impostazione suggerisce tarature rigide di sospensioni e un sistema frenante sovradimensionato per turni in pista prolungati.
– Ambizioni Nürburgring: i riferimenti trapelati ai test sui circuiti europei fanno pensare a target cronometrici competitivi al Nordschleife, banco di prova ormai imprescindibile per le supercar elettriche.
– Due porte, passo contenuto: il layout da coupé, con probabile baricentro molto basso tipico dei pacchi batteria alloggiati nel pianale, dovrebbe favorire inserimenti rapidi e trazione in uscita.
– MWC come palcoscenico: la guida del prototipo in città, a ridosso della fiera, lascia presagire un annuncio formale o quantomeno un’anteprima tecnica a Barcellona.
In assenza di conferme, rimane da capire se Xiaomi punterà a un’architettura a più motori con vettorizzazione della coppia, ormai standard nel segmento, e se integrerà soluzioni di raffreddamento avanzate per contenere il thermal throttling nelle sessioni ad alta intensità.

Software di bordo e integrazione nell’ecosistema
Se l’azienda dovesse seguire l’impostazione già vista sulla SU7, è lecito attendersi un forte ruolo di HyperOS per l’integrazione tra infotainment, ADAS e dispositivi personali. La coerenza software cross-device è uno dei pilastri della strategia del brand: in un prodotto focalizzato sulla guida, questo potrebbe tradursi in telemetria in tempo reale, profili di guida sincronizzati e funzioni avanzate di setup (mappature, sospensioni, aerodinamica attiva) direttamente dall’interfaccia nativa. Resta da verificare il livello di assistenza alla guida in un’auto pensata soprattutto per la pista.
Produzione, prezzo e disponibilità
Per ora non ci sono dettagli ufficiali su tempistiche di produzione, mercati di vendita e prezzo. La presenza del prototipo a Barcellona non implica automaticamente una commercializzazione europea: serviranno omologazioni dedicate e una rete post-vendita adeguata. È plausibile che l’azienda utilizzi il MWC 2026 per chiarire status del progetto, roadmap industriale e obiettivi di performance. Nessuna indicazione, al momento, sui listini o eventuali prenotazioni.
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