Xiaomi ha avviato la campagna globale di recruiting universitario per la classe 2027, con un segnale molto chiaro sulle priorità del gruppo: i ruoli legati all’intelligenza artificiale accelerano, con una domanda in crescita del 50% rispetto alla precedente tornata. La finestra per candidarsi online resterà aperta fino al 31 dicembre.
La selezione è rivolta ai neolaureati in Cina e all’estero con conseguimento del titolo compreso tra il 1 settembre 2026 e il 31 agosto 2027. Oltre all’aumento delle posizioni AI, colpisce il peso delle aree prodotto e ricerca, che rappresentano il 70% delle opportunità aperte.

Xiaomi punta su AI, sviluppo e hardware nella nuova campagna campus
Le candidature sono aperte su oltre 17 famiglie professionali, con una forte concentrazione sui profili tecnici. Tra le aree coinvolte ci sono sviluppo software, algoritmi, ricerca hardware, chip, prodotto, design, marketing, funzioni aziendali e supply chain.
Nel materiale diffuso da Xiaomi compaiono anche diversi progetti e prodotti collegati all’intelligenza artificiale, tra cui Xiaomi MiMo, Xiaomi miclaw, Xiaomi-Robotics-1 e Xiaomi CyberOne. Il messaggio è piuttosto esplicito: il gruppo sta cercando giovani profili da inserire direttamente nelle linee di sviluppo che alimentano il suo ecosistema tecnologico più avanzato.
L’espansione delle posizioni riflette il piano industriale di Xiaomi sull’intelligenza artificiale
La crescita delle assunzioni in questo ambito si inserisce in una strategia più ampia già delineata da Lei Jun, fondatore, presidente e CEO di Xiaomi. Durante l’evento primaverile dedicato ai nuovi prodotti, il manager aveva indicato un impegno di 60 miliardi di yuan in tre anni sull’AI, pari a circa 7,7 miliardi di euro, confermando la volontà di spingere con decisione su modelli.
Lei Jun aveva anche sottolineato che il modello MiMo nasce dal lavoro di un team tecnico interno molto giovane, con età media di 25 anni. È un dettaglio che aiuta a leggere questa nuova campagna campus non come una semplice operazione HR, ma come un tassello della costruzione di competenze proprietarie su AI e AGI, in una fase in cui Xiaomi sta cercando di rafforzare il controllo diretto sulle tecnologie chiave.
Le sedi disponibili confermano una selezione distribuita tra Cina ed estero
Tra le città indicate per l’inserimento ci sono Pechino, Shanghai, Shenzhen, Nanchino, Wuhan, Xi’an e Monaco di Baviera, segno che la selezione non è limitata a un solo polo tecnico. La presenza di sedi sia in Cina sia fuori dal Paese suggerisce un approccio più internazionale, in linea con la definizione di campus recruiting globale scelta da Xiaomi.
Per chi segue l’evoluzione del brand, la notizia è interessante soprattutto per quello che racconta sulle priorità tecnologiche del gruppo: più spazio all’intelligenza artificiale, centralità delle funzioni di ricerca e sviluppo e una filiera che continua ad allargarsi tra software, semiconduttori, robotica e dispositivi connessi.

