Vivo ha presentato Xiao V Cowork durante la Developer Conference 2026, introducendo una nuova funzione pensata per collegare in modo più diretto smartphone e PC nelle attività basate su agenti intelligenti. L’idea è semplice ma concreta: usare il telefono come punto di accesso rapido per avviare e gestire compiti eseguiti sul computer.
La novità si inserisce in un aggiornamento più ampio della strategia AI dell’azienda, che al momento punta non solo sui servizi cloud e cross-device, ma anche sull’elaborazione direttamente sul dispositivo.

Xiao V Cowork trasforma lo smartphone in un ingresso rapido per i compiti AI sul PC
Il cuore di Xiao V Cowork è la possibilità di avviare e amministrare dal telefono attività intelligenti che vengono eseguite sul PC. In pratica, vivo descrive lo smartphone come un accesso sempre disponibile ai task degli agenti, utile per impartire comandi, controllare lo stato delle operazioni e gestire il flusso di lavoro anche quando non si è davanti al computer.
Si tratta di un approccio che punta alla continuità d’uso tra dispositivi, un tema sempre più centrale nell’ecosistema mobile. Invece di limitarsi alla sincronizzazione dei file o delle notifiche, vivo prova a spostare la logica degli agenti su più schermi, con il telefono che diventa interfaccia immediata e il PC che può occuparsi dell’esecuzione delle attività più articolate.
vivo prepara anche un nuovo modello BlueLM 30B MoE da eseguire sul dispositivo
Accanto a Xiao V Cowork, vivo ha anticipato lo sviluppo del BlueLM 30B MoE in versione on-device, ciòè pensato per funzionare direttamente sull’hardware locale. L’azienda indica tre aree chiave: comprensione multimodale avanzata, ragionamento a lunga catena su ambiti diversi e capacità di eseguire in autonomia compiti complessi.
Se questo modello arriverà davvero sugli smartphone, il vantaggio potenziale sarà una maggiore reattività nelle funzioni AI e una dipendenza minore dall’elaborazione remota. Per vivo è anche un tassello coerente con il lavoro già mostrato sulla piattaforma BlueLM e sugli strumenti di orchestrazione a livello di sistema.
La nuova fase passa anche da OriginOS 7 e BlueOS 4
Durante l’evento, vivo ha inoltre annunciato l’aggiornamento completo della propria strategia BlueLM AI insieme al debutto di OriginOS 7 e di BlueOS 4, il sistema operativo sviluppato internamente. Il messaggio è chiaro: l’azienda non sta lavorando a una singola funzione isolata, ma a una piattaforma più ampia in cui software, modelli AI ed esperienza multi-dispositivo vengono sviluppati in parallelo.
Per il momento non sono stati comunicati dettagli su disponibilità internazionale, dispositivi compatibili o eventuali costi legati a Xiao V Cowork. Resta però una novità da seguire con attenzione, perché mette al centro un uso pratico dell’intelligenza artificiale: far partire e controllare attività su PC direttamente dallo smartphone.


