Al Developer Conference 2026, vivo ha presentato un aggiornamento importante della propria strategia AI con quattro modelli BlueLM e un nuovo livello di integrazione chiamato BlueLM Harness.
La novità più interessante è proprio l’approccio di sistema. vivo vuole trasformare lo smartphone in una piattaforma dove l’utente esprime un obiettivo e l’AI si occupa dell’esecuzione, collegando app, servizi e capacità hardware.
I nuovi BlueLM coprono voce, memoria personale e gestione delle attività
Tra i modelli annunciati, BlueLM-RealTime è quello pensato per la comprensione vocale in tempo reale. Usa un’architettura end-to-end di tipo MoE e punta a migliorare l’affidabilità anche in scenari complessi: ambienti rumorosi, voce bassa, accenti marcati, frasi lunghe e persino uso misto di due lingue.
Sul fronte locale debutta BlueLM-Nano, modello da 3 miliardi di parametri progettato per funzionare sul dispositivo. Il suo compito è percepire in tempo reale e costruire una memoria personale utile nel tempo, combinando dati da schermo, immagini, video, testo e file.
A completare il quadro ci sono BlueLM-Flash e BlueLM-Pro, modelli cloud che integrano un motore agentico proprietario. Qui il focus non è tanto la conversazione, quanto la capacità di portare a termine operazioni concrete, coordinando applicazioni, dispositivi e scenari differenti a partire dall’intento espresso dall’utente.
BlueLM Harness porta l’AI dentro il sistema operativo
Il tassello più ambizioso dell’annuncio è il BlueLM Harness a livello di sistema. vivo lo descrive come una struttura che collega il modello alle funzioni reali del telefono, trasformando sistema, app e dispositivi in strumenti che l’agente può comprendere e richiamare. In pratica, non si tratta solo di rispondere a una domanda, ma di usare il telefono come esecutore.
L’azienda parla di oltre 6.000 abilità atomiche già disponibili, combinabili liberamente per supportare più di 10.000 attività. A questo si aggiunge un framework personale con percezione di sistema e memoria utente, pensato per fornire un contesto continuo e controllabile.
Vivo ha anche anticipato di essere al lavoro su un futuro modello BlueLM 30B MoE da eseguire sul dispositivo, segnale che la corsa all’AI locale resta centrale. L’annuncio si inserisce nello stesso evento che ha visto il debutto di OriginOS 7 e BlueOS 4, rafforzando l’idea di un ecosistema sempre più costruito attorno all’integrazione tra software di sistema e modelli proprietari.





