Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, meglio nota come TSMC, ha toccato una capitalizzazione di circa 1,8 mila miliardi di dollari (circa 1,68 mila miliardi di euro) e ha superato Meta e Saudi Aramco, salendo al settimo posto tra le società quotate più grandi al mondo.
Il balzo riflette anche numeri operativi molto forti: nel primo trimestre 2026 il gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a 11.341 miliardi di dollari taiwanesi (circa 32,6 miliardi di euro), utile netto di 5.725 miliardi di dollari taiwanesi (circa 16,5 miliardi di euro) e margine lordo al 66,2%.

TSMC entra tra i colossi mondiali e supera Meta e Saudi Aramco
La corsa del titolo ha spinto TSMC fino a una capitalizzazione di circa 1,8 mila miliardi di dollari (circa 1,68 mila miliardi di euro), sufficiente per superare Meta e Saudi Aramco e portarsi al settimo posto globale.
Il dato resta rilevante soprattutto perché arriva in una fase in cui il mercato continua a premiare i produttori di chip più esposti alla domanda per intelligenza artificiale, server e dispositivi di fascia alta. Nel caso di TSMC, il peso resta quello di un fornitore chiave per quasi tutta l’industria dei semiconduttori.
- Capitalizzazione massima toccata: 1,8 mila miliardi di dollari
- Valore indicativo in euro: circa 1,68 mila miliardi di euro
- Posizione raggiunta: settima tra le società quotate più grandi al mondo
- Titolo poi rientrato a circa 402,46 dollari per azione

Nel primo trimestre 2026 ricavi e utile netto crescono a doppia cifra
I conti del primo trimestre 2026 aiutano a spiegare il rally in Borsa. TSMC ha chiuso il periodo con ricavi consolidati di 11.341 miliardi di dollari taiwanesi (circa 32,6 miliardi di euro), in crescita del 35,1% su base annua e dell’8,4% rispetto al trimestre precedente.
L’utile netto si è attestato a 5.725 miliardi di dollari taiwanesi (circa 16,5 miliardi di euro), sopra le attese pari a 5.423,8 miliardi di dollari taiwanesi, con un incremento del 58,3% su base annua e del 13,2% su base trimestrale.
Molto forte anche il margine lordo, arrivato al 66,2%, contro una stima del 64,5%. Per un produttore di chip è un dato particolarmente importante, perché indica una redditività elevata lungo tutta la catena produttiva.

