Dopo mesi di silenzio e rinvii, il cosiddetto “Trump Phone” torna a far parlare di sé. Due dirigenti di Trump Mobile hanno mostrato in videochiamata un’unità non definitiva del T1, spiegando i motivi dei cambi di rotta su design e scheda tecnica, lo stato delle certificazioni e il nuovo posizionamento di prezzo. Le promesse restano ambiziose, ma la timeline è ancora fluida.
L’unità vista non combacia con i render iniziali. Sparisce il modulo fotocamera “a triangolo” in stile iPhone: ora i tre obiettivi sono allineati verticalmente in un’isola ovale nera con il marchio Trump Mobile. La spaziatura tra le lenti appare irregolare, dettaglio che lascia intendere margini di affinamento. Rimangono la finitura dorata e la bandiera USA sul frame inferiore, mentre il logo “T1” dovrebbe essere eliminato prima del lancio.
Sul fronte industriale, l’azienda parla di “assemblaggio finale” a Miami. Non è un prodotto “made in USA”: la parte prevalente della produzione avviene all’estero (non in Cina, secondo l’azienda), mentre negli Stati Uniti verrebbero montati gli ultimi componenti. È un’impostazione coerente con le regole FTC sull’etichettatura d’origine, ma distante da una filiera realmente domestica.

Trump T1 – Specifiche
Lo schermo è descritto come un pannello “waterfall” con bordi curvi. Le dimensioni sembrano più vicine ai 6,78 pollici promessi in origine che ai 6,25″ indicati in un successivo aggiornamento. L’adozione di un display curvo punta a un look premium, ma resta da verificare la gestione dei tocchi involontari, la qualità del pannello (frequenza di refresh, luminosità di picco, PWM) e la protezione del vetro, elementi non ancora comunicati.
Sotto la scocca troverà posto un Qualcomm Snapdragon 7 di ultima generazione, una scelta tipica della fascia medio-alta. La dotazione include 5.000 mAh di batteria e 512 GB di storage con supporto microSD fino a 1 TB: una combinazione interessante per chi privilegia autonomia e spazio locale.
Mancano al momento conferme su ricarica wireless, velocità della ricarica cablata e protezione da acqua/polvere (IP), fattori chiave per legittimare un posizionamento “da flagship”.
Il set di fotocamere è stato rivisto al rialzo rispetto alle prime schede tecniche. L’azienda indica un sensore principale posteriore: 50 MP e una fotocamera anteriore: 50 MP.
L’interfaccia fotocamera intravista suggerisce la presenza di una ultra‑grandangolare e forse di un tele. La qualità finale dipenderà da ottiche, stabilizzazione, tuning algoritmico e pipeline HDR — aspetti non dettagliati. L’uso di sensori da 50 MP è oggi comune nella fascia medio‑alta, ma l’implementazione software farà la differenza.
Secondo l’azienda, il telefono ha superato la certificazione FCC e attende ora il via libera di T‑Mobile negli Stati Uniti, atteso indicativamente per metà marzo.
Prezzo e disponibilità
Il prezzo per chi ha già versato un deposito di 100 dollari resterà $499 (circa €460). Per i nuovi acquirenti è previsto un aumento, con target “sotto i $1.000 (circa €925)“; il listino definitivo non è stato comunicato. La finestra di lancio è stata più volte posticipata: dalle promesse iniziali (fine estate/autunno 2025) al generico “più avanti nel 2026” sul sito ufficiale. L’azienda parla ora di un “relaunch” con immagini e specifiche finali nelle prossime settimane.
La combinazione Snapdragon 7, 5.000 mAh, 512 GB e selfie da 50 MP è già presente in diversi medio‑gamma avanzati, soprattutto tra i marchi cinesi. Un esempio citato è OnePlus Nord 5, venduto nel Regno Unito con 512 GB a £499 (circa €585), pari a circa $679 (circa €625). Anche realtà come Xiaomi, Realme e Honor propongono modelli con schede tecniche analoghe a prezzi aggressivi, spesso con ricariche molto rapide e display ad alta frequenza di aggiornamento.
Per legittimare un prezzo vicino ai top di gamma, il T1 dovrà offrire plus “da flagship” (impermeabilità, ricarica wireless, ottimizzazioni fotografiche convincenti, supporto software credibile) che ad oggi non sono stati confermati.
Trump Mobile menziona anche un futuro T1 Ultra, senza dettagli tecnici. L’obiettivo di una produzione più ampia sul territorio USA viene definito “a lungo termine”, ma non imminente. La chiarezza su roadmap, aggiornamenti software e after‑sales sarà cruciale per costruire fiducia in un mercato affollato.

