Tesla il Supercharger modulare

Tesla lancia il Supercharger modulare a fisarmonica: installazione più rapida e costi ridotti

Tesla ha presentato un nuovo Supercharger modulare con struttura “a fisarmonica”, pensato per velocizzare la realizzazione delle stazioni di ricarica e ridurre i costi di costruzione.

La nuova soluzione nasce per risolvere un limite pratico dei siti tradizionali: non sempre è possibile collocare i punti di ricarica dietro il cordolo o lungo un solo lato dell’area di sosta. Con questa architettura, Tesla può invece posizionare i moduli direttamente tra le file dei parcheggi, aprendo la strada a stazioni più flessibili e rapide da attivare.

Il nuovo Supercharger prefabbricato punta a tagliare tempi e costi di installazione

Nel sistema mostrato da Tesla, l’unità arriva già preassemblata su una base prefabbricata e include un cabinet di controllo V4 al centro, con i punti di ricarica V4 già cablati ai lati. Una volta scaricato dal camion, il modulo viene calato nella trincea predisposta e poi esteso come una fisarmonica, distribuendo l’infrastruttura lungo più stalli contigui.

L’azienda indica un vantaggio economico diretto: costi di costruzione ridotti del 20% rispetto agli approcci più tradizionali. Anche la logistica migliora, perché un solo camion può trasportare una configurazione sufficiente per 16 posti di ricarica, con un impatto positivo sia sui tempi di consegna sia sulle spese di trasporto.

Il beneficio operativo è altrettanto importante. Cavi, tubazioni interne di raffreddamento e basamenti vengono completati in fabbrica, quindi sul posto restano soprattutto il posizionamento del modulo, il riempimento della trincea, la posa della pavimentazione e il collegamento alla rete elettrica ad alta tensione.

Una soluzione pensata per parcheggi complessi e reti di ricarica ad alta densità

La novità riprende l’idea dei precedenti Supercharger prefabbricati pieghevoli introdotti da Tesla nei mesi scorsi, ma la evolve per un contesto diverso. Se il vecchio schema era adatto a installazioni disposte lungo un solo margine, il nuovo impianto è progettato per aree in cui l’infrastruttura deve stare nel mezzo delle file di parcheggio.

Questa flessibilità può avere un impatto concreto sull’espansione della rete, perché rende sfruttabili siti che finora erano poco pratici o troppo costosi da adattare. In altre parole, Tesla prova a trasformare la prefabbricazione in uno strumento per aprire nuove location, non solo per accelerare quelle già semplici da realizzare.

Il lancio si inserisce in una fase di forte crescita della rete globale di ricarica Tesla, che ha già superato 80.000 stalli attivi nel mondo. La direzione è chiara: aumentare la densità delle installazioni, ridurre la complessità dei cantieri e preparare infrastrutture sempre più adatte anche a futuri impieghi dedicati, come le stazioni per flotte Robotaxi.

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