Negli Stati Uniti torna sotto pressione il tema dell’uso improprio dei sistemi di assistenza alla guida Tesla. Il deputato democratico dell’Illinois Raja Krishnamoorthi ha chiesto al Dipartimento dei Trasporti e alla National Highway Traffic Safety Administration di avviare un’indagine dopo diversi casi in cui alcuni conducenti avrebbero **dormito.
Il punto centrale non è soltanto il comportamento dei guidatori, già considerato illegale dalle autorità stradali, ma anche la possibilità che i controlli di attenzione a bordo vengano aggirati con troppa facilità.

La richiesta di indagine riapre il nodo della supervisione del conducente
Nella lettera inviata al segretario ai Trasporti Sean Duffy, Krishnamoorthi ha espresso preoccupazione per un fenomeno che considera pericoloso: alcuni automobilisti sembrano affidarsi al software di guida assistita più di quanto facciano gli stessi regolatori e la stessa Tesla.
Il deputato ha anche domandato alla NHTSA dati specifici sugli incidenti che coinvolgono contemporaneamente sonnolenza del conducente e software di assistenza alla guida su veicoli Tesla. Si tratta di un passaggio importante, perché sposta l’attenzione dal dibattito generale sulla guida autonoma a un problema molto concreto.
I dubbi sui controlli interni e i precedenti già esaminati dalla NHTSA
Tesla prevede nei propri termini di servizio che il conducente debba sorvegliare costantemente il veicolo anche quando il software di assistenza è attivo. Però alcune testimonianze raccolte negli Stati Uniti sostengono che il monitoraggio tramite telecamera interna possa essere eluso indossando occhiali da sole, e in almeno un caso anche con normali occhiali.
La NHTSA aveva già analizzato il tema del monitoraggio dell’attenzione su Tesla. Nel 2024 l’agenzia ha collegato il “prevedibile uso improprio del conducente” ad almeno 467 collisioni e 14 decessi, rilevando anche che Autopilot poteva indurre una fiducia superiore alle sue capacità effettive.
Perché questa vicenda conta anche per chi segue l’evoluzione dei sistemi Tesla
La notizia non riguarda un nuovo modello o un aggiornamento software specifico, ma tocca un aspetto decisivo del valore reale di queste tecnologie: la distanza tra ciò che il sistema può fare e ciò che l’utente crede che possa fare. È un punto cruciale per ogni funzione di guida assistita avanzata, perché prestazioni elevate e interfacce sempre più raffinate possono creare un senso di sicurezza superiore al dovuto.
Per Tesla il tema è particolarmente sensibile, visto che Autopilot e FSD sono elementi centrali della proposta tecnologica del marchio. Un’eventuale nuova indagine potrebbe tradursi in richieste di modifiche ai controlli di attenzione, ulteriori aggiornamenti software o regole più severe sull’uso delle funzioni assistite.

