Una ricerca del National Bureau of Economic Research collega la diffusione di iPhone al calo della natalità negli Stati Uniti, un tema che va oltre il semplice mercato smartphone e tocca l’impatto sociale delle tecnologie di massa.
Il dato più discusso riguarda la stima secondo cui tra il 33% e il 52% della riduzione della fertilità tra le donne dai 15 ai 44 anni, nel periodo osservato, può essere associato alla diffusione del telefono Apple.

Lo studio usa la diffusione iniziale di iPhone per misurare l’effetto sulla natalità
L’analisi prende come base il lancio di iPhone nel 2007 e il fatto che fino al 2011 AT&T fosse l’operatore esclusivo negli Stati Uniti. Questo ha permesso ai ricercatori di confrontare aree con maggiore presenza di utenti AT&T e quindi con una diffusione più rapida di iPhone, rispetto ad aree dove operatori concorrenti come Verizon erano più forti.
Nel confronto emerge una correlazione tra aumento degli utenti iPhone e diminuzione dei tassi di natalità, soprattutto nelle fasce più giovani. I risultati indicano che il fenomeno è stato più marcato tra adolescenti e giovani adulte, segmenti in cui il calo risulta più evidente rispetto ai gruppi di controllo.
- Periodo osservato: 2008-2011.
- Metodo: confronto tra aree con alta presenza AT&T e aree dominate da operatori rivali.
- Obiettivo: isolare l’effetto specifico della prima diffusione di iPhone.
- Risultato centrale: correlazione significativa tra penetrazione di iPhone e riduzione delle nascite.
I cali più netti compaiono nelle fasce 15-19 e 20-24 anni
Lo studio evidenzia che i gruppi in cui l’associazione è più forte sono quelli tra 15 e 19 anni e tra 20 e 24 anni. Il tasso di natalità del primo gruppo è sceso a 8 per mille, mentre quello del secondo è arrivato a 6,6 per mille.
Rispetto ai gruppi di controllo, il calo attribuito alla maggiore diffusione di iPhone è stato rispettivamente di 4,5 punti per mille per la fascia 15-19 anni e di 3,2 punti per mille per la fascia 20-24 anni. Su scala più ampia, i ricercatori stimano che tra un terzo e oltre la metà del calo della fertilità nelle donne tra 15 e 44 anni possa essere associato alla diffusione del dispositivo Apple.
- Fascia 15-19 anni: 8 per mille.
- Fascia 20-24 anni: 6,6 per mille.
- Differenza rispetto ai controlli per 15-19 anni: -4,5 punti per mille.
- Differenza rispetto ai controlli per 20-24 anni: -3,2 punti per mille.
- Quota del calo complessivo 15-44 anni associata a iPhone: 33%-52%.
Gli stessi ricercatori ammettono che iPhone non è l’unica spiegazione del fenomeno
La parte più importante del rapporto è forse quella che ridimensiona l’interpretazione più estrema. Durante il periodo analizzato, gli utenti AT&T erano spesso più urbani, con livello di istruzione più alto e una composizione demografica specifica. Sono tutti elementi che possono influenzare anche la natalità indipendentemente dallo smartphone.
In più, il calo delle nascite tra i gruppi più giovani era già iniziato prima del 2007, si era stabilizzato brevemente attorno al lancio di iPhone e poi aveva ripreso a scendere. Per questo una lettura alternativa considera iPhone, e più in generale gli smartphone moderni, come parte di un processo più ampio legato a urbanizzazione, istruzione e trasformazione sociale, più che come causa diretta e isolata.
- Gli utenti AT&T del periodo erano più spesso residenti in aree urbane.
- Nel campione risultavano livelli di istruzione mediamente più alti.
- Il trend di calo nelle fasce giovani era già visibile prima del debutto di iPhone.
- La diffusione degli smartphone può essere letta come effetto di cambiamenti sociali più ampi.



