Stellantis ha presentato al salone IAA Transportation di Hannover il nuovo BOW, un concept di veicolo elettrico a guida autonoma pensato per le consegne. Il progetto punta su un’idea molto diretta: eliminare completamente cabina, posto guida e componenti dedicati al conducente per trasformare il mezzo in un vero modulo di carico semovente.
Il nome BOW sta per Box On Wheels, ciòè “scatola su ruote”, e descrive bene l’impostazione del veicolo. Sviluppato insieme a UQI Robotics, il concept è destinato a esplorare nuovi scenari per la logistica urbana e per gli ambienti controllati, con i primi test di validazione previsti in Europa.
Stellantis BOW ripensa il furgone da consegna partendo dal vano di carico
La logica alla base del progetto è semplice: se un mezzo per le consegne non deve trasportare un conducente, non servono volante, parabrezza, strumentazione o soluzioni pensate per comfort e sicurezza di bordo di una persona. In teoria, questo permette di usare meglio gli ingombri e dedicare una quota maggiore del veicolo al trasporto delle merci.
Dal punto di vista del design, BOW somiglia più a un armadio logistico mobile che a un classico van commerciale. È una scelta coerente con il suo obiettivo, perché mette al centro la funzione di distribuzione dell’ultimo miglio e l’integrazione in flotte connesse, piuttosto che la versatilità tipica di un veicolo tradizionale.
Stellantis ha mostrato il mezzo anche in una dimostrazione dal vivo fuori dallo stand, segnalando che il progetto non è soltanto un esercizio di stile. L’idea è verificare come un veicolo di questo tipo possa inserirsi in una catena logistica più automatizzata, soprattutto dove servono tragitti ripetitivi e controllati.
Le applicazioni possibili vanno dalla città alle aree chiuse, ma i dettagli tecnici restano assenti
Gli scenari indicati da Stellantis comprendono la logistica urbana, le zone a basse emissioni e contesti chiusi o regolamentati come fabbriche, ospedali e aeroporti. Sono ambienti dove un veicolo autonomo per le consegne può avere più senso operativo, perché i percorsi sono più prevedibili e la gestione centralizzata della flotta può offrire vantaggi concreti.
L’aspetto più importante, però, è anche il limite attuale del progetto: non sono stati diffusi parametri tecnici. Restano quindi sconosciuti capacità della batteria, autonomia, carico utile, potenza del motore, dotazione di sensori, livello di guida autonoma e strategia per l’eventuale impiego su strada pubblica.
Mancano anche indicazioni su prezzo, clienti pilota e tempi di industrializzazione. Per ora BOW viene presentato come un concept utile a testare un nuovo formato di veicolo commerciale elettrico e autonomo.





