L’arrivo del nuovo standard cinese GB/T 43568-2026, in vigore dal 1 luglio, cambia in modo concreto il perimetro tecnico delle batterie allo stato solido. La definizione più rigida separa i sistemi ibridi dalle celle realmente all-solid-state, e questo ridimensiona le valutazioni fatte finora sulle linee produttive e sugli impianti.
Il punto chiave è industriale: le attuali linee per batterie al litio restano in gran parte compatibili con le architetture ibride di prossima generazione, mentre una vera produzione allo stato solido richiede investimenti molto più alti.

GB/T 43568-2026 fissa il confine tra batterie ibride e vere solid-state
Il nuovo standard stabilisce un criterio netto: qualsiasi batteria con tra il 5% e il 20% di elettrolita liquido viene classificata come sistema ibrido. Per essere considerata una vera batteria all-solid-state, la quota di liquido deve scendere sotto il 5%, insieme a requisiti specifici di stabilità termica in condizioni di vuoto.
Questa definizione incide direttamente su come vengono valutati gli impianti e le linee di assemblaggio. Il risultato è una revisione più realistica delle aspettative sul mercato dei macchinari per batterie, che finora aveva incorporato scenari molto più aggressivi sulla transizione tecnologica.
- Soglia del 20%: oltre questo livello non si parla di all-solid-state.
- Tra 5% e 20%: il sistema rientra nella categoria ibrida.
- Sotto il 5%: la cella può essere considerata veramente allo stato solido, se rispetta anche i requisiti di stabilità termica.
- La nuova classificazione entra in vigore il 1 luglio.
Le linee dedicate allo stato solido restano costose e ancora lontane dalla piena scala
Le stime riportate indicano che una linea specializzata per batterie all-solid-state costa oggi tra 400 milioni di yuan (circa 59 milioni di euro) e 500 milioni di yuan (circa 74 milioni di euro) per GWh. Si tratta di un livello di spesa che spiega perché molte aziende preferiscano, nell’immediato, sfruttare le infrastrutture già esistenti.
Le proiezioni industriali parlano di un possibile calo fino a 200 milioni di yuan (circa 29,5 milioni di euro) per GWh entro il 2030. Anche così, però, il salto resta rilevante rispetto alle linee attuali, soprattutto se l’obiettivo è produrre volumi importanti e non solo prototipi o piccoli lotti.
- Costo attuale stimato: 400-500 milioni di yuan per GWh.
- Costo futuro ipotizzato: 200 milioni di yuan per GWh entro il 2030.
- Le linee convenzionali richiedono meno del 10% di modifiche per lavorare sui sistemi semi-solidi.
- Questo limita, nel breve periodo, la necessità di rifare da zero gli impianti.
CATL e BYD restano dominanti, mentre la domanda di nuovi macchinari si ridimensiona
I dati mensili sulle installazioni mostrano che il mercato continua a essere guidato dalle batterie liquide tradizionali. CATL ha mantenuto la prima posizione con 33,08 GWh, pari al 46,7% del mercato, mentre BYD si è fermata a 11,87 GWh e al 16,8%.
Dietro ai primi due nomi seguono Gotion High-tech con 4,44 GWh e il 6,1%, CALB con 4,3 GWh e il 6,1%, ed Eve Energy con 3,23 GWh e il 4,6%. Questo quadro conferma che le linee esistenti per celle liquide restano la spina dorsale dell’industria, mentre la transizione verso il vero stato solido procede più lentamente del previsto.
- CATL: 33,08 GWh e 46,7% di quota.
- BYD: 11,87 GWh e 16,8% di quota.
- Gotion High-tech: 4,44 GWh e 6,1% di quota.
- CALB: 4,3 GWh e 6,1% di quota.
- Eve Energy: 3,23 GWh e 4,6% di quota.

