Sony ha avviato una svolta molto concreta nel passaggio al digitale su PlayStation: da gennaio 2028 tutti i nuovi giochi pubblicati sulla piattaforma saranno distribuiti solo in formato digitale, senza nuova produzione su disco.
Il cambio di rotta ha già effetti industriali immediati. Lo stabilimento Sony di Thalgau, in Austria, oggi unico impianto di proprietà completa del gruppo dedicato ai dischi, sta riconvertendo parte delle linee verso la produzione di microlenti ottiche e prevede la riqualificazione di circa 300 dipendenti.

Sony accelera l’uscita dai dischi per i nuovi giochi PlayStation
L’annuncio fissato al 2028 mette un punto chiaro sulla direzione della piattaforma: i nuovi giochi PlayStation non avranno più una versione fisica su disco e saranno venduti tramite PlayStation Store e canali retail in formato digitale. È un passaggio che formalizza una tendenza già evidente da tempo, con il download che pesa ormai in modo predominante sugli acquisti completi.
Nei dati dell’anno fiscale 2026, le copie digitali rappresentano il 78% degli acquisti di giochi completi. In questo contesto, la produzione fisica resta rilevante soprattutto per il catalogo esistente e per i lanci già pianificati prima di gennaio 2028, ma il peso industriale del supporto ottico è destinato a ridursi rapidamente.
- Dal gennaio 2028 i nuovi giochi PlayStation usciranno solo in digitale.
- La decisione copre sia i giochi Sony sia quelli pubblicati da terze parti.
- Le edizioni fisiche già lanciate o previste prima del 2028 non vengono coinvolte dal cambiamento.
- Il canale di vendita resta digitale, tramite PlayStation Store e rivenditori.
La fabbrica austriaca di Thalgau si riconverte verso le microlenti
A Thalgau, nel Salisburghese, Sony DADC gestisce il suo quartier generale per la produzione di dischi e l’ultima base interamente controllata dal gruppo in questo segmento. L’impianto produce oggi circa 600.000 dischi al giorno, e circa la metà della capacità è assorbita dai giochi PlayStation.
Per assorbire il cambiamento, Sony ha avviato una riconversione verso componenti ottici di precisione, in particolare microlenti e altri elementi micro-ottici. La particolarità è che parte delle tecnologie e dei supporti già usati per CD, DVD e giochi possono essere riutilizzati: su un singolo disco è possibile collocare fino a 60 elementi micro-ottici.
L’obiettivo dichiarato è mantenere invariato l’organico. I circa 300 addetti saranno riqualificati per le nuove attività produttive, mentre Sony ha già investito 30 milioni di euro tra sviluppo tecnologico e aggiornamento delle attrezzature. La produzione su larga scala delle microlenti potrebbe partire già nel 2027.
- Produzione attuale dello stabilimento: 600.000 dischi al giorno.
- Circa il 50% della capacità attuale è legato ai giochi PlayStation.
- Entro il 2028 il volume dei dischi può scendere a circa il 10% dei livelli attuali.
- Prevista la riqualificazione di circa 300 dipendenti senza tagli all’occupazione.
- Investimento già annunciato: 30 milioni di euro.
- Avvio della produzione di massa delle microlenti atteso dal 2027.
Il declino del formato fisico entra nella fase finale per PlayStation
La riconversione di Thalgau ha un peso simbolico importante perché si tratta dell’ultima linea produttiva PlayStation ancora attiva in questo ambito. Sony aveva già concentrato in Austria le attività dopo il trasferimento della produzione dal sito statunitense di Terre Haute nel 2022, mentre il precedente impianto del New Jersey era stato chiuso già nel 2011.
Con i volumi digitali ormai dominanti e l’infrastruttura industriale che si sposta verso ottiche avanzate, il supporto fisico resta una soluzione sempre più residuale. Per chi guarda al prodotto, il segnale è chiaro: il futuro dell’ecosistema PlayStation sarà costruito su distribuzione digitale, servizi online e hardware sempre meno dipendente dal disco.
- Thalgau è l’ultima base produttiva PlayStation completamente controllata da Sony per i dischi.
- La produzione statunitense era stata trasferita in Austria nel 2022.
- L’impianto del New Jersey aveva già chiuso nel 2011.
- La transizione sposta il valore industriale dai dischi ai componenti ottici ad alta precisione.
