Il prossimo chip di punta di Qualcomm si chiama Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro — e già prima della sua presentazione ufficiale, un leak ne anticipa le specifiche principali. La notizia più rilevante: per la prima volta su uno Snapdragon, il supporto alla memoria LPDDR6 in configurazione 4×24, con un incremento del bandwidth del 50% rispetto a LPDDR5X. Un salto generazionale che cambierà in modo sostanziale le prestazioni dei flagship di fine 2026 e inizio 2027.
Il chip esiste in due versioni — Gen 6 e Gen 6 Pro — che condividono la stessa architettura CPU ma si differenziano nettamente su GPU, memoria e cache. Il Gen 6 Pro è identificato dal model number interno SM8975.

Architettura 2+3+3 condivisa, ma GPU e memoria separano nettamente i due chip
Sia il Gen 6 che il Gen 6 Pro adottano un cluster CPU 2+3+3: due core prime per i picchi di performance, tre core di prestazione per i carichi sostenuti e tre core di efficienza per l’autonomia. La differenza sta nei clock — probabilmente più elevati sulla variante Pro — e soprattutto nella GPU.
Il Gen 6 Pro monta l’Adreno 850 con 18MB di GMEM (graphics memory on-chip), mentre la versione standard si ferma all’Adreno 845. Più GMEM significa meno accessi alla RAM principale durante il rendering, con vantaggi tangibili su frame rate, latency e consumi nelle sessioni di gioco prolungate. Oltre alla GPU, il Pro porta anche 8MB extra di LLC cache, ulteriore vantaggio per i carichi CPU-intensive.
La prima LPDDR6 su Snapdragon: +50% di bandwidth cambia il gioco
L’adozione della LPDDR6 in configurazione 4×24 rappresenta il salto più significativo dell’intera generazione. Il bandwidth aggiuntivo del 50% rispetto a LPDDR5X non è solo un numero tecnico: si traduce in AI più veloce, elaborazione fotografica più rapida, streaming texture migliore nei giochi e minore latenza nelle applicazioni creative. Con il Pro, Qualcomm spinge per la prima volta i flagship Android oltre il confine della memoria di fascia desktop.

