La missione spaziale congiunta tra Cina ed Europa ha raggiunto un passaggio chiave: il satellite “Smile” è entrato nell’orbita scientifica prevista dopo una manovra durata più giorni e supportata anche dalle stazioni di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea. Ora inizia la fase più delicata, quella dei test in orbita.
Il progetto punta a osservare la magnetosfera terrestre con una combinazione di imaging globale e misure in situ, per studiare come il vento solare interagisce con lo spazio vicino alla Terra e con i sistemi tecnologici che ne dipendono.

Smile entra nell’orbita scientifica dopo 12 correzioni di traiettoria
Il satellite “Smile” è stato lanciato il 19 maggio dal centro di lancio di Kourou, nella Guyana Francese, ed è entrato regolarmente nell’orbita iniziale. Dopo i primi test della piattaforma satellitare, il 25 maggio è partita la prima manovra di controllo in orbita.
Nella notte del 20 giugno, dopo 12 correzioni di traiettoria, il satellite ha raggiunto con precisione l’orbita scientifica predefinita. Le operazioni di trasferimento sono state sostenute in modo rilevante dalle stazioni di misura e controllo dell’Agenzia Spaziale Europea.
Da qui in avanti il team sino-europeo proseguirà con l’alimentazione progressiva del comparto carico utile e con una campagna di test in orbita di due mesi.
- Lancio avvenuto il 19 maggio da Kourou, Guyana Francese.
- Prima manovra di controllo avviata il 25 maggio.
- Ingresso nell’orbita scientifica confermato il 20 giugno.
- Supporto alle manovre fornito dalle stazioni di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea.
- Durata prevista dei test in orbita: due mesi.

Il satellite studia la magnetosfera terrestre e il vento solare
La missione ha come obiettivo principale l’imaging a raggi X molli dell’intera magnetosfera terrestre, per chiarire i meccanismi fisici con cui il vento solare interagisce con lo spazio circumterrestre.
Il vento solare è un flusso di plasma ad alta velocità proveniente dal Sole. Quando l’attività solare è intensa può generare tempeste geomagnetiche e altri fenomeni di meteo spaziale capaci di mettere sotto pressione satelliti, navigazione, comunicazioni e reti elettriche alle alte latitudini.
La magnetosfera agisce come una barriera naturale contro il vento solare, ma è anche la regione in cui parte dell’energia solare entra nello spazio vicino alla Terra. Capire meglio questo scambio è il punto chiave della missione.
- Osservazione della magnetosfera terrestre con imaging globale.
- Studio dell’interazione tra vento solare e ambiente spaziale vicino alla Terra.
- Analisi delle condizioni che possono influire su satelliti, navigazione e comunicazioni.
- Ricerca utile anche per comprendere gli effetti del meteo spaziale sulle infrastrutture elettriche.
Quattro strumenti lavorano insieme per unire imaging e misure dirette
Per raggiungere l’obiettivo scientifico, il satellite porta a bordo quattro carichi scientifici organizzati in una struttura di osservazione coordinata tra imaging e misura diretta.
Le due unità principali di imaging sono un imager a raggi X molli, indicato come il primo strumento di questo tipo installato su satellite, e un imager per l’aurora ultravioletta. Il primo osserva in modo globale la magnetopausa e la cuspide polare, mentre il secondo segue l’evoluzione complessiva delle aurore.
Gli altri due strumenti, un magnetometro e un analizzatore di ioni a bassa energia, misurano direttamente caratteristiche del vento solare, variazioni del campo magnetico e ambiente di ioni e campi nella regione di confine della magnetosfera.
- Due strumenti di imaging: imager a raggi X molli e imager UV per l’aurora.
- Due strumenti di misura diretta: magnetometro e analizzatore di ioni a bassa energia.
- Copertura sia globale sia locale del sistema Sole-magnetosfera.
- Obiettivo tecnico: ricostruire in modo dinamico il flusso di materia ed էնergia nello spazio vicino alla Terra.
