Sharp ha scelto una strada insolita per il suo nuovo AQUOS R11, presentato a giugno con piattaforma Qualcomm Snapdragon 8s Gen 4 in una versione a 6 core. Il dato più interessante è che non si tratta della configurazione standard del chip, ma di un layout CPU diverso dal solito.
Nel dettaglio, il SoC adotta una struttura 1+4+1 invece del classico 1+3+2+2. È una modifica tecnica che sulla carta incide poco nelle prestazioni single core, ma che può farsi sentire nei carichi multi core, dove i primi test mostrano un calo abbastanza netto rispetto alla versione completa a 8 core.

Sharp AQUOS R11 usa uno Snapdragon 8s Gen 4 con configurazione CPU non standard
Il cuore dell’AQUOS R11 è una variante particolare dello Snapdragon 8s Gen 4. Qualcomm prevede normalmente una configurazione a 8 core, ma in questo caso Sharp impiega una versione ridotta a 6 core con schema 1+4+1.
La composizione resta comunque orientata alle prestazioni: c’è 1 core Cortex-X4 da 3,2 GHz, affiancato da 4 core Cortex-A720 da 2,8 GHz e da 1 core Cortex-A720 da 2,0 GHz. In pratica viene ridotto il numero dei core A720 a frequenza più bassa, con un’impostazione che privilegia i core più veloci rispetto al design standard.
- Configurazione CPU: 1+4+1 invece del classico 1+3+2+2.
- Core principale: 1x Cortex-X4 fino a 3,2 GHz.
- Core intermedi: 4x Cortex-A720 fino a 2,8 GHz.
- Core a frequenza più bassa: 1x Cortex-A720 a 2,0 GHz.
Nei benchmark il single core regge, ma il multi core perde terreno
I primi test condivisi da media taiwanesi indicano che questa configurazione ridotta ha un impatto limitato sul punteggio CPU single core in Geekbench 6. Il core principale Cortex-X4 da 3,2 GHz consente infatti di mantenere un comportamento vicino a quello della variante standard.
La differenza emerge soprattutto nel multi core: il punteggio risulta inferiore di circa il 16% rispetto allo Snapdragon 8s Gen 4 classico a 8 core. È un divario da tenere presente soprattutto per chi confronta i dispositivi solo in base al nome del processore, perché in questo caso la sigla non racconta tutta la storia.
- Prestazioni single core quasi allineate alla versione standard del chip.
- Prestazioni multi core inferiori di circa 16% rispetto alla variante a 8 core.
- Il nome del SoC resta lo stesso, ma la struttura interna cambia in modo concreto.




