L’intelligenza artificiale ha già avuto un ruolo attivo nell’ultimo acquisto di elettronica del 60% degli intervistati. È il dato centrale di “Retail 2030”, studio realizzato da GFU Consumer & Home Electronics e Oliver Wyman e presentato al Retail Leaders Summit di IFA 2026.
In Cina la percentuale sale al 90%. Per produttori e negozi significa che non basta più convincere soltanto le persone: prodotti, prezzi e servizi devono essere comprensibili anche ai sistemi AI che aiutano a scegliere.

L’AI è già dentro il percorso di acquisto del 60%
La ricerca è stata condotta nell’agosto 2026 in Cina, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Il comunicato diffuso da IFA non precisa la numerosità del campione, ma riporta che sei intervistati su dieci hanno usato attivamente l’AI nel più recente acquisto di elettronica.
Il divario geografico è notevole: in Cina la tecnologia generativa sarebbe entrata nel percorso di acquisto del 90% degli intervistati.

Il marketing dovrà convincere anche le macchine
Quando un assistente confronta prodotti e offerte, decide quali fonti leggere e quali opzioni mostrare. Un marchio invisibile o descritto male nei sistemi AI rischia quindi di essere escluso prima ancora che il consumatore veda il prodotto.
Per il retail si apre una disciplina nuova: schede tecniche coerenti, prezzi aggiornati, disponibilità leggibile e fonti affidabili diventano parte della presenza commerciale, non soltanto elementi SEO tradizionali.
Social commerce in crescita, ma servizi e assistenza restano decisivi
Lo studio segnala un peso crescente del social commerce nell’elettronica. Allo stesso tempo, consulenza, installazione, riparazioni e altri servizi continuano a incidere sulla scelta del rivenditore.
Il negozio del 2030 potrebbe quindi essere più digitale nella scoperta e nel confronto, ma il supporto concreto resta un vantaggio competitivo difficile da sostituire.

