Il caso di Resident Evil: Requiem riporta sotto i riflettori un tema che nel mercato videoludico sembrava ormai risolto: il supporto fisico continua a pesare, e in alcuni Paesi lo fa in modo sorprendente.
Nei vari mercati la quota delle copie fisiche cambia in modo netto. Negli Stati Uniti si ferma al 22%, ma sale al 40% nel Regno Unito, al 43% in Australia e supera metà delle vendite in Giappone.

Le copie fisiche di Resident Evil: Requiem restano centrali in diversi mercati
La fotografia che emerge è interessante perché smentisce l’idea di una transizione ormai completa verso il solo digitale. In Nord America l’acquisto in download ha un peso più marcato, però appena si allarga lo sguardo ad altre aree la situazione cambia sensibilmente.
Anche il comportamento al lancio rafforza questo scenario. Le edizioni fisiche del gioco sono andate esaurite quasi subito, un risultato che viene letto non come semplice effetto di scorte limitate, ma come indicatore di una domanda concreta.
Il successo del gioco mostra che il digitale non ha ancora chiuso la partita
Il risultato di Capcom non può essere esteso automaticamente a tutto il settore, ma offre comunque due indicazioni chiare. La prima è che il predominio del digitale non è così assoluto come spesso viene raccontato. La seconda è che il peso del fisico cambia molto da un Paese all’altro, quindi una strategia uguale per tutti rischia di non cogliere le differenze reali della domanda.
Per gli editori il tema è rilevante anche sul piano economico. Rinunciare alle edizioni fisiche e puntare solo sulle licenze digitali può ridurre i costi per copia, ma il caso di Resident Evil: Requiem mostra che il risparmio potenziale non coincide automaticamente con la scelta migliore sul piano commerciale.

