Dopo il piccolo iFi GO link, GO blu alza l’asticella con Bluetooth, batteria integrata e due uscite cuffie. Sono mesi che mi accompagna ed è diventato uno di quei dispositivi dai quali è difficile separarsi: mantiene la qualità e la potenza che cerco da un DAC portatile, ma libera lo smartphone dal cavo.
Il compromesso rispetto a una connessione completamente cablata esiste, ma portabilità, codec supportati e qualità dell’amplificazione rendono questo piccolo DAC molto più interessante di un comune ricevitore Bluetooth.
- 27 grammipeso complessivo
- 4,4 + 3,5 mmuscite cuffie
- LDAC e aptXcodec Bluetooth hi-res
- Fino a 10 oreautonomia dichiarata

Design e costruzione
La compattezza sorprende anche conoscendo in anticipo misure e peso: 54 × 34 × 13 millimetri per 27 grammi. Plastica gommata, alluminio spazzolato e assemblaggio molto curato trasmettono una sensazione premium senza trasformare GO blu in un oggetto delicato da tenere sulla scrivania.
Il dettaglio più riconoscibile è la ChronoDial, la manopola in ottone, acciaio inossidabile e nickel che gestisce volume e riproduzione. Ha una corsa precisa, è facile da trovare al tatto e rende il controllo più naturale dei piccoli pulsanti normalmente usati sui ricevitori tascabili.




La custodia con clip
iFi propone una custodia dedicata, venduta separatamente a 29 euro, con clip per cintura o zaino. Protegge bene il DAC e permette di portarlo senza occupare una tasca, ma copre parte dei comandi: per alcune operazioni bisogna sfilare il dispositivo. È elegante e robusta, meno pratica di quanto potrebbe sembrare.

Pulsanti, uscite e controlli
La ChronoDial regola il volume e, tramite pressioni singole o multiple, controlla riproduzione, tracce e assistente vocale. Il pulsante laterale permette invece di attivare XBass, XSpace o entrambi e gestisce abbinamento e ripristino.
- Uscita bilanciata da 4,4 mm per cuffie e IEM compatibili.
- Uscita S-Balanced da 3,5 mm per i collegamenti tradizionali.
- USB-C per ricarica e riproduzione diretta fino a 24 bit/96 kHz.
- Microfono integrato per le chiamate quando GO blu è connesso allo smartphone.
- LED di stato per codec, effetti sonori e carica residua.

Caratteristiche tecniche
| Chip Bluetooth | Qualcomm QCC5100 |
|---|---|
| DAC | Cirrus Logic CS43131 a 32 bit |
| Codec | AAC, SBC, aptX, aptX HD, aptX Adaptive, aptX LL, LDAC, LHDC/HWA |
| Ingresso USB | fino a 24 bit/96 kHz |
| Uscite | 4,4 mm bilanciata e 3,5 mm S-Balanced |
| Potenza bilanciata | fino a 245 mW su 32 ohm |
| Potenza 3,5 mm | fino a 165 mW su 32 ohm |
| Batteria | 450 mAh, fino a 10 ore |
| Dimensioni e peso | 54 × 34 × 13 mm; 27 g |

Il QCC5100 gestisce la connessione e l’ampia scelta di codec, mentre il Cirrus Logic CS43131 si occupa della conversione. Questa separazione, insieme a una vera sezione di amplificazione, distingue GO blu dagli adattatori Bluetooth più semplici. La potenza è notevole in rapporto alle dimensioni e consente di spaziare dalle IEM sensibili a molte cuffie over-ear.
La batteria da 450 mAh è dichiarata per dieci ore. Nella mia esperienza è possibile anche superare quella soglia, ma il risultato cambia con volume, codec e cuffie utilizzate.
Come l’ho provato
Sorgenti: Samsung Galaxy S23 Ultra, OnePlus 12, Microsoft Surface Laptop Studio 2 e ASUS ROG Zephyrus G16 2024.
Cuffie: Grado SR80x, AKG K550 MKII e Audeze Euclid.
Album ascoltati più spesso: Octavarium dei Dream Theater, Remember That You Will Die dei Polyphia, Djesse Vol. 4 di Jacob Collier, Happier Than Ever di Billie Eilish, Black Pulcinella di Clementino e Rising Son di Takuya Kuroda.



Come suona iFi GO blu
Fin dal primo ascolto colpiscono ricchezza e dettaglio. Le basse frequenze sono profonde e ben controllate, senza invadere la gamma media. Voci e strumenti conservano naturalezza e presenza, mentre gli alti restano estesi e ariosi senza diventare aggressivi nelle sessioni più lunghe.
Il risultato più convincente riguarda la scena: GO blu riesce a restituire uno spazio ampio e credibile, con strumenti posizionati con precisione. Jazz, rock, classica ed elettronica mantengono un buon equilibrio e il dispositivo non sembra imporre un carattere artificiosamente caldo o brillante.
Con cuffie sensibili la regolazione del volume è abbastanza fine; passando a modelli più impegnativi, l’uscita bilanciata da 4,4 mm offre la riserva migliore. Non sostituisce un amplificatore desktop per carichi estremi, ma nell’uso portatile la potenza è molto più che simbolica.
XBass e XSpace
Le due elaborazioni sono analogiche e possono essere usate separatamente o insieme. XBass aggiunge peso in basso senza trasformare ogni traccia in un’esibizione di sub-bass; XSpace amplia la percezione della scena e può aiutare registrazioni più chiuse. Non sono indispensabili, ma sono interventi facili da attivare e abbastanza misurati da risultare utili.
Bluetooth o cavo?
Il collegamento cablato conserva il vantaggio assoluto quando l’obiettivo è eliminare ogni compressione e spremere l’ultimo dettaglio. GO blu, però, è pensato per un altro equilibrio: smartphone libero, cuffie cablate di qualità e un ricevitore così leggero da poter essere agganciato ai vestiti.
Con LDAC o aptX Adaptive la distanza dall’ascolto via USB diventa abbastanza contenuta da rendere la comodità un argomento decisivo. E quando serve, basta collegare il cavo USB-C e usarlo come DAC cablato.

Conclusioni, prezzo e alternative
La fascia di 180-200 euro rilevata al momento della prova non è economica, ma costruzione, uscite, potenza e qualità sonora giustificano l’investimento per chi vuole continuare a usare buone cuffie cablate senza rinunciare alla libertà del Bluetooth.
GO blu è quasi una scelta definitiva per questo tipo di utilizzo: compatto, ben costruito, completo e capace di suonare con autorevolezza. Chi vuole spendere meno può guardare a soluzioni come FiiO BTR5; chi non ha bisogno del wireless trova nel GO link un’alternativa ancora più piccola e conveniente.
Recensione basata su una prova diretta. Prezzo e disponibilità sono riferiti al periodo di pubblicazione originale e possono essere cambiati.
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