DAC/amp Bluetooth da 149€ con architettura discreta a tre chip separati, uscita bilanciata 4.4mm da 245mW e supporto LDAC. iFi Audio non è certo un nome sconosciuto nel mondo dell’audio portatile, e con il GO blu Air prova a portare la stessa filosofia del suo fratello maggiore — il GO blu — a un prezzo più accessibile, sacrificando il minimo indispensabile. Il risultato è un dongle wireless da 20 grammi che, sulla carta, vanta una componentistica da prodotto di categoria superiore.
Ma funziona davvero? Vale i 149€ rispetto ai numerosi dongle Bluetooth concorrenti? Lo abbiamo provato a fondo con cuffie e IEM di diversa estrazione, da auricolari entry-level fino a cuffie da studio open-back, per capire dove brilla e dove mostra qualche limite.

Piccolo, leggero, con la clip magnetica
Il GO blu Air ha un form factor compatto e verticale, con un corpo in policarbonato — la differenza più evidente rispetto al GO blu, che usa un guscio in alluminio. Non è certo un compromesso banale: il policarbonato è leggero (solo 20g, contro i 26g del fratello maggiore) e risulta piacevole al tatto, ma trasmette una sensazione di solidità inferiore rispetto al metallo. A chi tiene all’estetica premium potrà dispiacere; chi invece privilegia la portabilità apprezzerà il peso quasi impercettibile.
La rotella del volume è in plastica — l’altra differenza rispetto al GO blu che usa l’ottone — ma scorre bene e trasmette un feedback ragionevole. La dimensione è giusta: né troppo piccola da risultare scivolosa, né ingombrante. Sul lato troviamo i due pulsanti multifunzione per la gestione della riproduzione e i filtri DSP (XBass e XSpace), facilmente raggiungibili con il pollice.

La clip magnetica integrata è uno degli elementi più pratici del prodotto: si aggancia con precisione a cavi, taschini o cinturini, tenendo il dongle in posizione senza farlo penzolare. Non è una novità nel mondo iFi, ma rimane un dettaglio che molti concorrenti non replicano. In basso trovate l’uscita USB-C per la ricarica e per la modalità USB-DAC, mentre le uscite audio sono le due protagoniste: la 4.4mm bilanciata e la 3.5mm S-Balanced sul lato superiore.
I numeri del GO blu Air
Tre chip separati: ecco perché conta
Il punto forte del GO blu Air — e il dettaglio che lo separa dalla massa dei dongle Bluetooth economici — è l’architettura interna. Invece di usare un singolo SoC integrato che gestisce Bluetooth, conversione DAC e amplificazione in un unico blocco di silicio, iFi ha scelto tre componenti distinti: il chip Qualcomm QCC5100 per la ricezione Bluetooth, il DAC Cirrus Logic CS43131 per la conversione digitale-analogica, e uno stadio amplificatore separato per pilotare le uscite.
Questa separazione non è solo marketing: ogni stadio può essere ottimizzato indipendentemente, e l’isolamento tra i percorsi del segnale riduce le interferenze reciproche. Il CS43131 è lo stesso DAC usato nel GO blu — un dettaglio significativo che spiega perché i due modelli suonino in modo così simile nonostante la differenza di prezzo. A completare il quadro, iFi ha usato condensatori discreti TDK C0G e MuRata, scelti per la stabilità dielettrica e la bassa distorsione rispetto ai componenti ceramici standard.

Il risultato in termini di potenza è concreto: 245mW a 32Ω sull’uscita bilanciata 4.4mm non è un numero da dongle entry-level. Per cuffie da 32–150Ω, il GO blu Air ha margine di volume abbondante. Più cauti i 16mW a 300Ω: pilotare cuffie ad alta impedenza come le Sennheiser HD 600 è possibile, ma ci si avvicina al limite della catena.
Firma sonora: caldo, equilibrato, con gamma bassa ben texturata
Il GO blu Air ha un carattere sonoro definibile come caldo-bilanciato: non è neutro in senso accademico, ma non tende nemmeno verso una colorazione spiccata. La gamma bassa è il punto di forza più evidente — ben controllata, con buona textura e un impatto che si sente senza mai traboccare nella gamma media. Non è il tipo di basso che “gonfia” il suono artificialmente; è piuttosto un basso risoluto, con buona slam e decadimento rapido.
Le medie frequenze sono pulite e abbastanza presenti, senza un arretramento evidente. Le voci risultano naturali e ben posizionate nel palcoscenico. Gli alti sono leggermente rilassati rispetto a un riferimento neutro — non c’è quella brillantezza o aria che certi DAC analitici trasmettono, ma per un utilizzo prolungato o con sorgenti già brillanti (molti IEM moderni) questa scelta suona tutt’altro che sbagliata.

XBass e XSpace: utili o gimmick?
I due filtri DSP accessibili tramite i tasti laterali meritano una parola. XBass aggiunge un boost nella gamma bassa — non un boost piatto a tutte le frequenze, ma una curva shelf che enfatizza la sub-bassa e la bassa media. Con IEM a gamma bassa scarsa o con cuffie open-back, può essere una scorciatoia utile. XSpace agisce invece sul palcoscenico sonoro con un effetto di allargamento che, nei casi migliori, dona più respiro alla scena sonora; nei peggiori, suona artificiale. Entrambi i filtri si attivano e disattivano rapidamente, senza click o pop udibili.
Con cosa funziona meglio
Abbiamo testato il GO blu Air con tre tipologie di auricolari/cuffie molto diverse tra loro, per tracciare una mappa degli abbinamenti consigliati e di quelli da evitare.

Moondrop Chu — abbinamento eccellente
IEM a bassa impedenza con sensibilità nella norma: il terreno ideale per il GO blu Air. La combinazione offre un soundstage sorprendentemente ampio per un IEM entry-level, con la gamma bassa ben controllata del GO blu Air che bilancia la risposta in frequenza della Chu senza creare eccessi. Dinamica vivace, dettaglio buono per la categoria. Difficile trovare di meglio a questa fascia di prezzo complessiva.
Meze 99 Classics — abbinamento molto buono
Cuffia over-ear chiusa a 150Ω, carattere caldo: il GO blu Air ha potenza più che sufficiente e la sovrapposizione tonale tra i due crea una firma coerente e non stucchevole. Il basso delle 99 Classics guadagna controllo rispetto a sorgenti meno rifinite; le medie restano naturali. Un abbinamento consigliato, soprattutto per chi vuole un suono coinvolgente senza cedere all’analiticità.
Sennheiser HD 600 — sufficiente, ma non ottimale
A 300Ω di impedenza, le HD 600 chiedono potenza vera. Il GO blu Air riesce a portarle a un volume accettabile sulla 4.4mm bilanciata, ma si percepisce una certa compressione della dinamica ai volumi più alti e una leggera perdita di controllo nella gamma bassa rispetto a amplificatori dedicati. Per utilizzo casuale funziona; per chi ha le HD 600 come cuffia principale e vuole tirarle fuori al meglio, un amplificatore da banco rimane la soluzione corretta.
GO blu Air vs GO blu: cosa cambia davvero
La domanda più frequente per chi ha già sentito parlare di iFi è: vale la pena spendere i 70€ in più per il GO blu? La risposta dipende da cosa si cerca. Internamente i due dispositivi sono identici — stesso DAC CS43131, stesso chip BT QCC5100, stessa architettura discreta. La differenza sonora tra i due è minima e difficilmente apprezzabile in un blind test.

Le differenze reali sono tre: chassis e finitura (alluminio vs policarbonato), aptX Lossless assente sull’Air (ma LDAC a 990kbps copre comunque il massimo della qualità Bluetooth attuale nella pratica), e il peso — 6g in meno che potranno sembrare irrilevanti ma si sentono in tasca durante una giornata intera. Chi vuole il massimo dal punto di vista costruttivo e ha un dispositivo sorgente con aptX Lossless può preferire il GO blu; tutti gli altri risparmiano 70€ senza perdere nulla di substantivo sul piano audio.
Pro, contro e voto
- Architettura discreta a tre chip separati (BT + DAC + amp)
- Stesso DAC Cirrus Logic CS43131 del GO blu a 219€
- 245mW bilanciati su 4.4mm — potenza concreta per la categoria
- LDAC + aptX Adaptive: i migliori codec Bluetooth disponibili
- Solo 20g, clip magnetica praticissima
- Ricarica rapida (~40 minuti per ciclo completo)
- USB-DAC integrato (24bit/96kHz)
- Chassis in policarbonato: build quality inferiore al GO blu
- Manopola in plastica, meno premium dell’ottone del GO blu
- Assenza di aptX Lossless (rara, ma mancante)
- Rumore di fondo udibile con IEM ultra-sensibili (>110dB/mW)
- Non ideale per cuffie ad alta impedenza (300Ω+) a pieno regime

Il GO blu Air è un prodotto onesto che fa esattamente quello che promette: portare un’architettura audio seria — con componentistica da categoria superiore — in un corpo da 20 grammi e a un prezzo accessibile. Non è per tutti: chi usa IEM ultra-sensibili rischia di sentire il fondo di rumore, e chi ha cuffie da 300Ω farebbe meglio a guardare altrove o a portarsi un amplificatore dedicato. Ma per la grande maggioranza degli utenti con IEM o cuffie da 32–150Ω, il GO blu Air è uno dei migliori dongle Bluetooth che si possano comprare oggi a questa cifra.
Prezzi e link acquisto
Il GO blu Air è acquistabile direttamente dal sito ufficiale iFi Audio. In alternativa, se cercate un dongle USB-C cablato a un prezzo molto più contenuto, il GO Link su Amazon è un’opzione entry-level della stessa famiglia.

