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Recensione Huawei Freebuds studio: mobilità, ANC e chiamate al TOP

La gamma Freebuds di Huawei esplora un nuovo segmento con le Freebuds Studio. Over-ear interessanti e comode, dal look accattivante e moderno, che cercano di riaccaparrarsi la fetta del mercato smart ormai quasi completamente riservata aziende come Sony, Bose e affini. Proprio come per i concorrenti, non si tratta ovviamente di cuffie studio, la denominazione sta ad indicare soltanto che sono comode over-ear. Tuttavia le Huawei Freebuds Studio riescono comunque a fare un’ottima impressione. Durante i nostri test hanno dimostrato un certo carattere, una natura dinamica e la qualità notevole del comparto microfonico, pur conservando qualche criticità. Ma vediamo direttamente tutti i dettagli nella nostra recensione.

Recensione Huawei Freebuds Studio

Unboxing e dotazione

In linea con la concorrenza per presentazione e design, la confezione di vendita passa velocemente in secondo piano. La dotazione è minimale, l’attenzione ovviamente è concentrata sulle Huawei Freebuds Studio, accompagnate soltanto da cavetto di ricarica, manualistica e custodia. Quest’ultima risulta essere particolarmente voluminosa, deve accogliere le cuffie così come le vedete dal momento che non possono essere ripiegate, ma solo appiattite.

Nonostante la dotazione scarna, l’esperienza di unboxing è comunque piacevole e rispecchia la qualità della proposta Huawei.

huawei freebuds studio

Design e materiali

Considerando la qualità del design e dell’assemblaggio non si hanno problemi a considerare il prodotto premium. Questo sempre nell’ambito dell’elettronica da consumo. La storia cambia un po’ con il materiale plastico dei padiglioni che non restituisce un feedback all’altezza. Tutto sommato però si tratta di un prodotto solido, resistente e ben progettato.

Le linee sono moderne e dinamiche, permettono un’ottima vestibilità e soprattutto donano un look estremamente piacevole. L’aspetto slim fa delle Frebuds Studio un accessorio di facile indossabilità, viene mantenuto una volta appiattite, ma nonostante ciò le terrete principalmente alle orecchie.

L’archetto in alluminio esercita una pressione adeguata, i cuscinetti sono molto comodi ed insieme all’imbottitura superiore garantiscono anche sessioni prolungate d’ascolto. Parleremo nella sezione dedicata dei tre pulsanti fisici e della superficie touch, in questa sede accenniamo solo alle altre discontinuità dei padiglioni, costituite da porta USB-C e microfoni.

  • huawei freebuds studio
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Huawei Freebuds Studio – Gestione e controlli

La gestione del dispositivo è semplice, tramite i tre tasti fisici e la superficie touch del padiglione destro si naviga senza problemi tra le varie funzionalità aiutati da un comodo feedback acustico. Volume, riproduzione e chiamate vengono gestiti tramite tocco, mentre ANC, pairing e accensione hanno tasti fisici dedicati. Abbiamo anche sensori di prossimità che automaticamente sospendono o riattivano la riproduzione quando indossate o togliete le cuffie.

  • huawei freebuds studio
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ANC, Awareness e App

La qualità dei microfoni prima che in chiamata si comincia ad intravedere con la soppressione attiva del rumore e la modalità “trasparenza”. Il lavoro dell’azienda in questo senso è sicuramente degno di nota, gli 8 microfoni daranno il meglio in altre situazioni, ma fanno veramente un buon lavoro con la gestione del umore ambientale. L’ANC sopperisce facilmente ai classici rumori di fondo sui mezzi pubblici e in ambienti rumorosi, per altre situazioni l’intelligent dynamic noise reduction è regolabile, tramite app AI Life, su tre livelli:

  • Ultra Mode;
  • General Mode;
  • Cozy Mode.

Buona anche la modalità Awareness, le cuffie non scompaiono magicamente e la naturalezza del suono non è ancora paragonabile a quella di alcuni competitor, ma nel complesso la funzionalità è comoda. Anche in questo caso, tramite app è possibile regolare al meglio la modalità in modo da dare maggior risalto ai suoni che si vogliono far passare.

Per il resto l’applicazione non fornisce un supporto indispensabile all’utilizzo del dispositivo. L’ottimizzazione di ANC/Awareness e gli aggiornamenti, però, ne promuovono l’utilizzo.

huawei freebuds studio

Audio e chaimate

Sorpassato lo scoglio della definizione Studio, che per chi è appassionato di audio dovrebbe garantire ben altre prestazioni, nel complesso le over-ear di Huawei offrono prestazioni godibili. Come accennato, ci muoviamo nel mondo nei prodotti smart e non in campo audiofilo, dove per cifre simili si può pretendere una audio decisamente più soddisfacente.

Le Huawei Freebuds Studio sono una soluzione totalmente wireless, impossibili da utilizzare tramite cavo, e si affidano al rotocollo Bluetooth 5.2 + Bluetooth Audio. Grazie ad una doppia antenna la connessione risulta sempre stabile ed il range si estende oltre i classici 10 metri senza ostacoli. Grande assente è il supporto all’aptX, sostituito dal codec proprietario L2HC, sfruttabile soltanto con dispositivi Huawei recenti. Resta il supporto ai classici SBC ed AAC.

La resa audio non è male, ma che si faccia riferimento a prezzo di listino di circa 300€, o alle offerte con le quali si possono acquistare quasi alla metà del prezzo, non risulta all’altezza. La maggior parte dei generi sono godibili, grazie ad una risposta bilanciata ed una buona spazialità. La gamma media è abbastanza definita e la parte bassa dello spettro sostiene il sound con un piccolo boost. Tuttavia se siete amanti di rock, metal e affini vi renderete subito conto di fastidiose perdite di definizione nelle alte frequenze, con una risposta molto meno equilibrata e distorsioni indesiderate soprattutto a volumi più alti.

Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle prestazioni eccezionali in chiamata, o nell’utilizzo come headset per lavoro ed in mobilità. Nelle funzionalità smart, e di gestione di voce e chiamate, i microfoni delle Huawei Freebuds Studio esprimono a pieno il loro potenziale. Prestazioni che sopperiscono a pieno alle mancanze in campo audio quando l’utilizzo del dispositivo non è relegato all’ascolto di brani. Se utilizzate con dispositivi del brand con EMUI 10.1 o superiore possono inoltre sfruttare una modalità a bassa latenza per il mobile gaming.

huawei freebuds studio

Autonomia

In termini di autonomia ci hanno inizialmente deluso con meno di 10 ore di riproduzione, ma in seguito ad un utilizzo più regolare e qualche ciclo di ricarica si sono avvicinate alle stime dell’azienda. Difficilmente raggiungerete le 20 ore di riproduzione ma, con un utilizzo misto, volumi moderati ed un po’ di ANC non dovrete ci certo caricarle ogni giorno.

Restano comunque lontane dall’essere a pieno soddisfacenti, ma considerando il peso irrisorio e l’ottima gestione dei microfoni si può scendere a compromessi. Soprattutto se si pensa alla ricarica rapida che garantisce ore di riproduzione (senza ANC) a fronte di pochi minuti sotto carica. Per raggiungere il 100% ci vuole invece più di un’ora.

Conclusioni

Che le paghiate 299€ o 150€, se cercate cuffie che si avvicinano alla definizione “studio” le Huawei Freebuds Studio non fanno per voi. Se invece uno stile di vita dinamico, l’utilizzo in ufficio e per lavoro in movimento sono le principali attività in cui dovranno accompagnarvi, questo paio di over-ear vi daranno tantissime soddisfazioni. E lo faranno con un design ed uno stile degno del brand.

Ultimo aggiornamento il 26/07/2021 06:55
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