ASUS ROG Ally Z1 Extreme in primo piano

Recensione ASUS ROG Ally Z1 Extreme: ancora valida nel 2024?

ASUS ROG Ally Z1 Extreme è arrivata sul mercato come una delle prime vere alternative Windows a Steam Deck. Dopo circa un anno dal lancio, e con ROG Ally X già disponibile, il prezzo più basso e gli aggiornamenti software cambiano però il modo in cui va giudicata. Questa prova nasce quindi da una domanda molto concreta: nel 2024 ha ancora senso scegliere la prima Ally?

Il sample utilizzato era già passato tra le mani di altri recensori. Non ho quindi potuto valutarne l’esperienza da prodotto nuovo, ma il test è stato utile per capire come scocca, controlli e batteria si comportano nel tempo. Dopo circa un mese e una cinquantina di ore di gioco, molti dei dubbi iniziali sulle handheld Windows si sono ridimensionati.

Prezzo e posizionamento

Al momento della prova la versione con Ryzen Z1 Extreme si trovava intorno a 595 euro, contro i 799 euro richiesti al debutto, con promozioni capaci di avvicinarla anche ai 540 euro. È un dettaglio decisivo: a prezzo pieno il confronto con ROG Ally X e Steam Deck OLED è complicato, mentre sotto i 600 euro il rapporto tra prestazioni e versatilità diventa molto più interessante.

Design, costruzione ed ergonomia

ASUS ROG Ally Z1 Extreme impugnata durante l'uso

Con dimensioni di 280,25 × 116,5 × 32,4 mm e un peso di 608 grammi, ROG Ally riesce a essere potente senza diventare eccessivamente ingombrante. Le impugnature zigrinate e la disposizione in stile controller Xbox permettono di raggiungere facilmente tutti i comandi, anche con mani grandi. Nelle sessioni lunghe non ho avvertito fastidi particolari: è una macchina che si lascia tenere in mano più volentieri di quanto il formato possa suggerire.

Il design dichiara apertamente la sua natura gaming, tra linee spigolose, scocca bianca e anelli RGB intorno agli stick, ma evita di diventare troppo vistoso. Le due ventole aspirano dal retro ed espellono l’aria calda verso l’alto, lontano dalle dita. Le impugnature restano fresche anche sotto carico; la zona del display, invece, tende a scaldarsi nei giochi più pesanti.

Retro e sistema di ventilazione di ASUS ROG Ally Z1 Extreme

Controlli e manutenzione

ABXY, trigger e dorsali restituiscono un feedback corretto, mentre i due pulsanti posteriori M1 e M2 possono richiamare funzioni secondarie. Gli stick del modello originale non usano sensori Hall effect: sul sample molto sfruttato ho notato qualche incertezza nelle diagonali, senza poter stabilire se dipendesse dall’usura o dal singolo esemplare. Il pannello posteriore è semplice da rimuovere e consente di raggiungere ventole, batteria e SSD M.2 2230.

Porte e connettività

Porte superiori di ASUS ROG Ally Z1 Extreme

La dotazione comprende una USB-C 3.2 Gen 2 con DisplayPort 1.4 e Power Delivery, jack audio da 3,5 mm, lettore microSD UHS-II e il connettore proprietario XG Mobile per una GPU esterna. Wi-Fi e Bluetooth completano il quadro. La singola USB-C è il limite più evidente nell’uso da scrivania: con alimentazione e periferiche diventa quasi obbligatorio ricorrere a un dock.

ASUS ROG Ally Z1 Extreme con alimentatore da 65 watt

Display e audio

Il display IPS touch da 7 pollici offre risoluzione 1920 × 1080, refresh rate a 120 Hz, FreeSync Premium e luminosità dichiarata di 500 nit. Il VRR è uno dei suoi vantaggi più importanti: rende più fluidi anche i giochi che oscillano tra 40 e 60 fps, proprio la fascia nella quale lavora spesso una handheld.

La resa è nitida, i colori sono convincenti e il bleeding sul sample era quasi assente. Il profilo predefinito tende leggermente al freddo, ma Armoury Crate offre modalità più sature o orientate al comfort visivo. Il trattamento Gorilla Glass DXC riduce bene i riflessi, pur senza trasformare Ally in un dispositivo ideale sotto il sole diretto.

I due speaker frontali da 1 W sorprendono per volume, chiarezza e direzionalità. Dolby Atmos aiuta a dare profondità alla scena e, in casa, non si sente sempre il bisogno delle cuffie. Rimane comunque disponibile il jack da 3,5 mm.

Hardware e prestazioni

Il Ryzen Z1 Extreme mette a disposizione 8 core e 16 thread Zen 4, affiancati da una GPU RDNA 3 con 12 Compute Unit. La configurazione include 16 GB di RAM LPDDR5-6400 in dual channel e un SSD PCIe 4.0 da 512 GB. A grandi linee la grafica integrata Radeon 780M si colloca nell’area di una GTX 1650 mobile, ma con consumi e ingombri pensati per un dispositivo portatile.

TestRisultato
Cinebench R23 single core1.774
Cinebench R23 multi core14.446
Geekbench multi core10.497
3DMark Time Spy3.124 a corrente / 3.064 a batteria

La suite ASUS propone tre profili principali: Silent a 10 W, Performance a 15 W e Turbo a 25 W su batteria o 30 W con alimentatore. Per i titoli leggeri il profilo Silent è sufficiente; nei giochi più esigenti Performance rappresenta il compromesso da viaggio, mentre Turbo mostra davvero il potenziale dello Z1 Extreme.

ASUS ROG Ally Z1 Extreme durante una sessione di gioco

Come si gioca davvero

A 30 W e 1080p, con dettagli medi, l’esperienza ricorda quella di una console domestica della generazione PS4: nei titoli ben ottimizzati i 30 fps sono stabili e spesso si può puntare più in alto. A 15 W bisogna intervenire su preset, risoluzione e upscaling FSR, soprattutto con i tripla A. Indie e giochi 2D sono invece il terreno ideale, perché permettono di sfruttare leggerezza, silenziosità e durata maggiore.

I benchmark non raccontano però l’intera esperienza. Nei giochi PC più complessi possono comparire stutter durante la compilazione degli shader o in aree particolarmente pesanti. Steam Deck beneficia di un ecosistema più controllato e del pre-caching degli shader; Ally risponde con più potenza, risoluzione superiore e compatibilità completa con le librerie Windows.

Temperature e rumorosità

Il sistema a doppia ventola mantiene le impugnature fresche. Nei carichi leggeri si resta intorno ai 25-27 dB; in Performance si sale a circa 30-32 dB e in Turbo a 37-39 dB. È un comportamento percepibile ma non fastidioso. L’aria calda viene espulsa superiormente, mentre le zone a contatto con il palmo rimangono confortevoli.

Windows 11 e Armoury Crate SE

Armoury Crate SE su ASUS ROG Ally Z1 Extreme

Windows 11 è contemporaneamente il principale pregio e il principale difetto. Permette di usare Steam, Game Pass, Epic, GOG, Battle.net, mod e applicazioni desktop senza limitazioni. Su un touch da 7 pollici, però, finestre, aggiornamenti e menu tradizionali restano poco comodi da gestire con il gamepad.

Armoury Crate SE riduce parte dell’attrito: riunisce i giochi, cambia profilo energetico, gestisce ventole, illuminazione e rimappatura dei comandi. È possibile creare un profilo per ogni titolo e assegnare funzioni primarie o secondarie ai pulsanti, usando M1 e M2 come modificatori. L’esperienza rimane meno immediata di SteamOS, ma dopo la fase iniziale diventa gestibile.

Autonomia e ricarica

La batteria da 40 Wh è il compromesso più pesante del progetto. In modalità Performance, con un gioco esigente, ci si ferma intorno a un’ora e mezza; in Turbo si supera di poco l’ora. Con titoli leggeri e profilo Silent è invece possibile avvicinarsi alle quattro ore. Il caricatore USB-C da 65 W impiega circa un’ora e quaranta minuti per una ricarica completa a dispositivo spento.

Conclusioni: ROG Ally Z1 Extreme conviene?

ASUS ROG Ally Z1 Extreme continua a essere una handheld molto divertente. Il Ryzen Z1 Extreme, il display Full HD VRR a 120 Hz e l’audio frontale costruiscono un’esperienza di gioco convincente; Windows garantisce una libertà che poche console portatili possono offrire.

I limiti sono altrettanto chiari: autonomia ridotta, una sola USB-C e un sistema operativo che non nasce per essere usato con stick e touchscreen. Steam Deck OLED resta più coerente per chi vuole accendere e giocare senza pensieri. Ally è invece più adatta a chi accetta di configurare profili, aggiornamenti e impostazioni pur di avere più potenza e accesso completo al catalogo PC.

Il prezzo decide il verdetto. Intorno ai 550-600 euro, ROG Ally Z1 Extreme è ancora una proposta valida e spesso molto conveniente. A cifre vicine a ROG Ally X, invece, la batteria da 80 Wh e le altre migliorie del modello nuovo giustificano il passaggio alla generazione successiva.

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