In Cina è stata presentata a Lanzhou la nuova serie Qianjiyuan di batterie nucleari al carbonio-14, con un risultato che va oltre il semplice annuncio di prodotto: l’intera filiera, dalla sorgente radioattiva fino all’applicazione finale, viene indicata come completamente autonoma a livello nazionale.
Il modello di punta Qianjiyuan Tianshu promette un netto passo avanti rispetto al prototipo precedente: potenza massima in uscita aumentata di 2,6 volte, volume ridotto dell’83% e costi dei materiali chiave sensibilmente più bassi.

La serie Qianjiyuan punta su miniaturizzazione, autonomia estrema e filiera completa
Le batterie nucleari sono considerate una soluzione strategica per impieghi in cui sostituire o ricaricare una batteria tradizionale è difficile o impossibile. In questo caso il carbonio-14 viene abbinato a un convertitore in carburo di silicio per trasformare l’energia del decadimento radioattivo in elettricità utile per sensori e dispositivi a bassissimo consumo.
Uno degli aspetti più interessanti è la durata teorica molto estesa: il carbonio-14 ha un’emivita di 5.730 anni, caratteristica che rende questa tecnologia adatta ad applicazioni di lungo periodo. Viene inoltre dichiarata una resistenza termica compresa tra -100 gradi e 200 gradi, un intervallo che la colloca in scenari industriali, scientifici e di esplorazione estrema.
- Presentati due risultati chiave: la batteria nucleare Qianjiyuan Tianshu e il convertitore in carburo di silicio Qianjiyuan Nengshu.
- Obiettivo d’uso: alimentazione di lunghissima durata per Internet delle cose, sensori remoti, fondali marini, aerospazio e sistemi senza presidio.
- Il progetto dichiara un’autonomia tecnologica completa lungo tutta la catena: sorgente radioattiva, conversione energetica, encapsulamento
Qianjiyuan Tianshu migliora potenza, densità e integrazione rispetto al prototipo precedente
Il nuovo esemplare lavora in un volume di 16,8 centimetri cubi e utilizza una sorgente al carbonio-14 da 129 millicurie. I parametri dichiarati includono corrente di cortocircuito di 0,713 microampere, tensione a circuito aperto di 2,06 volt, fill factor di 0,77 e potenza massima in uscita di 1,13 microwatt.
Il confronto con il prototipo precedente, conosciuto come Zhulong 1, mostra un miglioramento su più fronti. L’attività specifica della sorgente cresce di 1,5 volte, l’impiego di materiale radioattivo scende al 22% del modello precedente, la corrente di cortocircuito arriva a 2,5 volte, mentre la densità di potenza volumetrica aumenta di 15,5 volte.
- Potenza massima in uscita: 1,13 microwatt.
- Tensione a circuito aperto: 2,06 volt.
- Corrente di cortocircuito: 0,713 microampere.
- Fill factor: 0,77.
- Volume dichiarato: 16,8 centimetri cubi.
Cinque progressi tecnici definiscono la nuova piattaforma al carbonio-14
La nuova serie viene descritta come il risultato di cinque avanzamenti principali: adattamento della sorgente radioattiva, conversione energetica tramite carburo di silicio, packaging tridimensionale a strati, gestione intelligente della microenergia e sensori wireless autoalimentati. È un passaggio importante perché affronta insieme efficienza, costo, integrazione e affidabilità.
In termini pratici, questa impostazione può rendere la piattaforma più interessante per progetti industriali e scientifici che cercano un’alimentazione permanente in dimensioni compatte. Resta comunque una tecnologia di nicchia, con applicazioni mirate e requisiti molto diversi da quelli di una batteria ricaricabile comune.
- Adattamento della sorgente radioattiva.
- Conversione energetica con carburo di silicio.
- Packaging tridimensionale multilayer.
- Gestione intelligente della microenergia.
- Sensori wireless autoalimentati.




