Una modifica normativa ormai in dirittura d’arrivo chiarisce un punto che finora aveva lasciato spazio a dubbi pratici nei negozi: i pagamenti effettuati con Google Pay, Apple Pay, Satispay e altri wallet digitali non potranno più essere rifiutati dagli esercenti se compatibili con il POS.
L’intervento amplia in modo esplicito l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici già previsto dal 2022 e aggiorna il perimetro della legge alle abitudini reali d’uso, dove smartphone, smartwatch e soluzioni contactless stanno diventando centrali nei pagamenti quotidiani.

La nuova regola estende l’obbligo ai wallet digitali e ai pagamenti da smartphone
Finora la normativa faceva riferimento soprattutto a carte di pagamento e moneta elettronica, con una formulazione che poteva generare interpretazioni restrittive sui sistemi più moderni. Con l’aggiornamento approvato insieme al decreto Accise, il testo viene allargato a qualsiasi strumento che consenta un pagamento elettronico, includendo quindi anche i wallet digitali usati tramite telefono o orologio smart.
In pratica, se il punto vendita dispone di un terminale compatibile, il negoziante non potrà rifiutare un pagamento solo perché avviene attraverso un’app o un wallet invece che con una carta fisica. È un passaggio importante perché rende la norma coerente con l’evoluzione del mercato e con l’uso sempre più diffuso dei pagamenti contactless da dispositivo mobile.
- Rientrano nell’obbligo i pagamenti con Google Pay, Apple Pay e Satispay.
- Il principio non si limita più alla carta fisica, ma copre ogni strumento di pagamento elettronico compatibile con il POS.
- La novità entrerà in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale.

Le sanzioni restano invariate, ma il quadro diventa più chiaro
Il sistema sanzionatorio non cambia rispetto a quanto già previsto dalla disciplina in vigore dal giugno 2022. Chi rifiuta un pagamento elettronico resta soggetto a una multa composta da una quota fissa di 30 euro più una parte variabile pari al 4% del valore della transazione negata.
L’esempio più immediato è quello di un acquisto da 100 euro: in questo caso la sanzione complessiva arriva a 34 euro. Il punto però non è l’inasprimento delle multe, ma la rimozione di ogni ambiguità in una fase in cui i pagamenti digitali sono ormai una componente strutturale dei consumi nei negozi fisici.
- Sanzione base: 30 euro.
- Quota aggiuntiva: 4% dell’importo rifiutato.
- Esempio pratico: su una transazione da 100 euro, la multa totale è di 34 euro.



