OnePlus ha avviato il programma di Closed Beta Testing (CBT) per OxygenOS 16, dopo la prima anteprima di Android 16 rilasciata a marzo senza personalizzazioni della skin. La nuova fase consente a un numero limitato di utenti di provare in anticipo le novità con integrazioni sia di Google sia del team software di OnePlus.

Dispositivi supportati
Al momento l’accesso al CBT è limitato a due modelli di punta:
OnePlus 13
– Eleggibile al CBT di OxygenOS 16.
– Firmware in sviluppo, destinato al feedback rapido su stabilità e funzioni.
OnePlus 13s
– Anche questo modello rientra nel primo lotto di test chiusi.
– Stesse condizioni di partecipazione e vincoli del programma.
OnePlus ha indicato che altri dispositivi saranno aggiunti in seguito, ma senza una lista o finestre temporali ufficiali.

Cosa cambia rispetto all’anteprima Android 16
La prima build di Android 16 rilasciata in primavera era focalizzata sulle basi del sistema senza interventi visibili di OxygenOS. Con il CBT di OxygenOS 16, entrano in gioco modifiche dell’interfaccia, ottimizzazioni proprietarie e nuove funzioni integrate nella skin. I dettagli specifici delle feature non sono pubblici a causa degli accordi di riservatezza del programma.
Programma beta e requisiti
Il Closed Beta Testing è una fase riservata e confidenziale, nata per raccogliere feedback mirati prima di un’eventuale open beta.
– Partecipazione a numero chiuso, con posti limitati e selezione tramite Community.
– Obiettivo: segnalazione bug critici, test di stabilità e valutazione delle novità di OxygenOS 16.
– Dopo la correzione dei problemi principali, OnePlus può avviare una open beta più adatta all’uso quotidiano e a un pubblico ampio.
Attualmente OnePlus non accetta nuove candidature per OnePlus 13 e 13s in questa prima ondata. È consigliato monitorare regolarmente la Community per sapere se e quando verrà aperta una seconda tornata.
Rischi, limiti e clausole di riservatezza
Il CBT non è una versione stabile. È rivolto a utenti esperti, consapevoli dei rischi legati a bug e incompatibilità.
– Le build sono “in lavorazione” e possono causare crash, drain anomalo della batteria o problemi con app terze.
– Vige un vincolo di riservatezza: è proibito condividere schermate dell’interfaccia, asset grafici (icone, wallpaper), funzioni, font, numeri di versione, istruzioni d’aggiornamento, codice o messaggi dei canali ufficiali.
– OnePlus sconsiglia l’uso di app di benchmarking e la condivisione dei pacchetti di aggiornamento.
Consiglio pratico: eseguire un backup completo prima di qualsiasi installazione di firmware beta e valutare l’uso su un dispositivo secondario.
Disponibilità e possibili tempistiche
Non ci sono date ufficiali per l’apertura della open beta o per il rilascio stabile di OxygenOS 16. Lo scenario più probabile è una progressiva estensione ad altri modelli una volta risolti i bug critici sui flagship. Restano da definire anche eventuali limitazioni geografiche dei test.
La scelta di partire da OnePlus 13 e 13s in closed beta è coerente con una strategia di hardening su hardware recente, dove la raccolta di feedback è più rapida e mirata. La forte riservatezza suggerisce cambiamenti sostanziali lato OxygenOS 16, ma finché non inizierà la open beta è difficile valutare l’impatto reale su performance, autonomia e UX. Per la maggioranza degli utenti, la prudenza resta d’obbligo: meglio attendere build aperte o la release stabile.

