Sam Altman ha chiarito che OpenAI non si quoterà in Borsa nel 2025, escludendo quindi un’IPO nel corso di quest’anno. La decisione arriva in una fase in cui il gruppo preferisce concentrarsi sui temi di sicurezza dell’intelligenza artificiale invece di accelerare sul fronte finanziario.
Il CEO ha anche lasciato intendere che OpenAI potrebbe lavorare con altre aziende attive nell’AI avanzata a un accordo per rallentare lo sviluppo dei sistemi più potenti, così da ridurre i rischi e guadagnare tempo per allineamento, controlli e cooperazione con i governi.

OpenAI rinvia la quotazione e toglie pressione al dossier IPO
Altman ha spiegato che OpenAI non ha urgenza di arrivare sul mercato azionario e che l’azienda preferirà valutare una quotazione solo quando saranno maturi tre elementi: il business, la struttura societaria e il contesto generale. In pratica, la società non considera sensato forzare i tempi mentre il dibattito sulla sicurezza dei modelli più avanzati resta aperto e sempre più centrale.
Nel corso dell’intervista è emerso anche un altro dettaglio importante: Altman ha escluso il 2026 come possibile finestra per l’IPO, segnalando che prima ci sono ancora diversi nodi da affrontare. Tra questi rientrano la gestione dell’attuale quadro di sicurezza e il coordinamento con l’intero settore e con le istituzioni.
La sicurezza dell’intelligenza artificiale diventa il punto centrale della strategia
L’aspetto più interessante della posizione di Altman è che il rinvio della quotazione non viene presentato come una scelta tattica di mercato, ma come una conseguenza diretta dell’evoluzione dell’AI. OpenAI starebbe infatti valutando la possibilità di annunciare, insieme ad altre realtà impegnate nei modelli di frontiera, un’intesa per rallentare lo sviluppo in presenza di rischi crescenti.
Altman ha inoltre detto che OpenAI ha già preso in considerazione l’idea di sospendere temporaneamente lo sviluppo dell’AI più avanzata, proprio per dedicare più tempo al lavoro su sicurezza e allineamento. L’obiettivo, nella visione del CEO, è costruire una risposta coordinata che coinvolga non solo le aziende del settore, ma anche i governi.

