OpenAI starebbe guardando oltre il software e, in prospettiva, anche oltre il classico smartphone. Un nuovo rapporto indica che l’azienda sta valutando un cosiddetto AI agent phone, un telefono pensato per affidare molte funzioni all’intelligenza artificiale invece che alle app tradizionali.
L’idea, almeno sulla carta, è quella di spostare il centro dell’esperienza d’uso dall’interfaccia a icone all’assistente AI, con un dispositivo che agisce più come agente personale che come smartphone convenzionale.

OpenAI lavora a un telefono pensato per sostituire le app con un agente AI
Il progetto descritto nel rapporto non sarebbe un semplice telefono con funzioni di intelligenza artificiale integrate, ma un dispositivo costruito intorno a un agente AI capace di gestire attività e richieste in modo più diretto rispetto alle app. In pratica, l’obiettivo sarebbe ridurre la dipendenza dalla navigazione manuale tra programmi diversi.
Questa impostazione cambia la logica d’uso del prodotto: invece di aprire app separate per messaggi, ricerca, organizzazione e altre attività, il telefono dovrebbe interpretare il contesto e intervenire in autonomia dove possibile.
- Idea centrale: un telefono con agente AI al posto del modello basato sulle app.
- Obiettivo: semplificare l’interazione e concentrare più funzioni in un’unica esperienza guidata dall’intelligenza artificiale.
- Approccio diverso dagli smartphone tradizionali, che restano centrati su launcher, app e interfacce manuali.
Perché un telefono del genere sarebbe diverso da uno smartphone classico
Un dispositivo di questo tipo punterebbe a ridurre i passaggi necessari per completare un’attività. L’utente non dovrebbe pensare prima all’app da aprire, ma al risultato da ottenere, lasciando all’agente AI il compito di orchestrare i passaggi interni.
Se davvero portato sul mercato, un prodotto simile potrebbe interessare soprattutto chi cerca un’interazione più rapida e meno frammentata, anche se resta da capire quanto un modello del genere possa essere pratico nell’uso quotidiano rispetto a uno smartphone tradizionale.
- Esperienza più centrata su comandi e obiettivi, meno su navigazione tra app.
- Possibile riduzione dei passaggi manuali per attività ripetitive.
- Resta aperto il tema della reale utilità rispetto agli smartphone già maturi.

