Il mercato globale degli smartphone ha chiuso il secondo trimestre 2026 con un calo del 4% su base annua, segnale di una fase ancora complicata per il settore nonostante la tenuta dei marchi più forti.
Nel quadro tracciato da Omdia emergono soprattutto due elementi: da una parte la crescita di Samsung al 22% e di Apple al 20% nelle quote di spedizione, dall’altra l’impatto crescente dei costi della memoria, che sta mettendo sotto pressione in particolare i modelli di fascia bassa e media.
Samsung e Apple guadagnano terreno mentre il mercato globale arretra
Nel secondo trimestre 2026 Samsung ha mantenuto la leadership mondiale nelle spedizioni smartphone con una quota del 22%, in aumento di 2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita viene collegata a una domanda solida e a una disponibilità di prodotto adeguata, due fattori che hanno permesso al marchio di restare davanti a tutti.
Apple ha registrato una performance ancora più marcata in termini di progresso annuale, salendo al 20% e guadagnando 4 punti percentuali. Il dato è rilevante perché arriva in un trimestre normalmente più debole per l’azienda, con la stabilità dei prezzi della gamma iPhone 17 indicata come uno dei fattori che hanno favorito un nuovo ciclo di sostituzione e aggiornamento.
- Mercato smartphone globale: -4% nel secondo trimestre 2026 su base annua.
- Samsung: 22% di quota spedizioni, in crescita di 2 punti percentuali.
- Apple: 20% di quota spedizioni, in crescita di 4 punti percentuali.
- Xiaomi scende all’11%, contro il 15% dello stesso trimestre del 2025.
- OPPO perde 2 punti percentuali, mentre vivo arretra di 1 punto.
La crisi della memoria colpisce soprattutto gli smartphone sotto i
Alla base del rallentamento c’è soprattutto il rincaro della memoria, che sta facendo salire in modo sensibile i costi dei componenti. Omdia evidenzia che i modelli con prezzo pari o inferiore a 400 dollari, circa 340 euro, sono quelli più esposti perché hanno margini più stretti e meno spazio per assorbire aumenti di costo così rapidi.
Per alcuni produttori il costo della memoria sarebbe ormai da quattro a cinque volte superiore rispetto a un anno fa. Nei terminali entry level memoria e storage rappresentano già oltre il 60% del costo della distinta base, un peso che rende più difficile mantenere prezzi aggressivi senza sacrificare margini, capacità o dotazione.
- La fascia più colpita è quella fino a 400 dollari, circa 340 euro.
- Per alcuni marchi il costo della memoria è salito a 4-5 volte rispetto a un anno prima.
- Memoria e archiviazione valgono oltre il 60% del costo materiali nei modelli base.
- Un allentamento dei prezzi della memoria viene indicato non prima della seconda metà del 2027.





