NVIDIA porterà per la prima volta la sua piattaforma di edge AI Jetson in orbita lunare con la missione Blue Ghost 2 di Firefly Aerospace, prevista per la fine del 2026. Il sistema sarà integrato nel modulo di imaging proprietario Ocula, pensato per elaborare i dati direttamente nello spazio e rimandare a Terra solo le informazioni davvero utili.
Il punto chiave è tutto nella catena di elaborazione: invece di scaricare grandi volumi di dati grezzi e processarli a Terra con tempi che possono allungarsi per settimane, Ocula userà l’hardware NVIDIA Jetson per eseguire inferenza AI in orbita quasi in tempo reale. Il risultato atteso è un forte taglio sia della latenza sia dei costi di comunicazione.

Blue Ghost 2 userà Jetson per analizzare i dati già in orbita lunare
Firefly Aerospace ha confermato che la missione Blue Ghost 2 sarà il primo impiego della piattaforma NVIDIA Jetson in orbita lunare. A bordo ci sarà il sistema Ocula, sviluppato internamente, che eseguirà algoritmi di intelligenza artificiale direttamente durante la missione per selezionare ed estrarre i dati più rilevanti prima della trasmissione verso la Terra.
Il cambio di approccio è significativo rispetto alle missioni tradizionali. Nel marzo 2025 Blue Ghost 1 ha raggiunto la superficie lunare e ha inviato circa 120 GB di dati grezzi, tra immagini e video, che sono ancora in fase di analisi. Con Blue Ghost 2, invece, l’idea è filtrare i contenuti a monte, riducendo drasticamente i tempi necessari per ottenere informazioni utilizzabili.
La missione includerà anche un lander destinato alla faccia nascosta della Luna, con a bordo un radiotelescopio e altri strumenti scientifici e tecnologici legati a un progetto finanziato dalla NASA e guidato dall’Università della California di Berkeley. L’obiettivo è rilevare segnali molto deboli risalenti alla cosiddetta era oscura dell’universo, poco dopo il Big Bang.
- Primo utilizzo di NVIDIA Jetson in orbita lunare.
- Lancio della missione Blue Ghost 2 previsto per la fine del 2026.
- Elaborazione AI a bordo per inviare quasi in tempo reale solo i dati chiave.
- Riduzione attesa dei tempi di analisi da settimane o mesi a finestre molto più brevi.
Ocula punta a tagliare tempi e costi della raccolta dati nello spazio
L’architettura tecnica prevede che i sensori Ocula raccolgano immagini nelle bande ultravioletto e visibile, con una prima elaborazione eseguita a bordo del veicolo orbitale Elytra, che continuerà a orbitare attorno alla Luna per una missione di cinque anni.
Questo modello risolve un limite storico delle missioni spaziali: oggi i sensori raccolgono enormi quantità di dati, ma la banda radio disponibile è limitata e la latenza elevata. Portare l’inferenza AI direttamente in orbita permette di comprimere l’intero flusso operativo e di consegnare prima i risultati scientifici o operativi utili.
Le applicazioni dichiarate sono ampie. Ocula potrà supportare la mappatura di futuri siti di atterraggio, identificare minerali come l’ilmenite, monitorare infrastrutture e attività sulla superficie lunare e seguire veicoli spaziali nel tratto tra Terra e Luna.
- Sensori Ocula per immagini in ultravioletto e luce visibile.
- Veicolo orbitale Elytra operativo attorno alla Luna per cinque anni.
- Alimentazione tramite pannelli solari.
- Possibile uso per mappatura, monitoraggio operativo e analisi di risorse lunari.


