Un file trapelato da una build anticipata di NBA 2K27 ha dato il via a un piccolo caso nel mondo delle GPU Nvidia: alcuni sviluppatori indipendenti sono riusciti a far funzionare DLSS 5 anche su schede video GeForce RTX 40, nonostante il supporto iniziale sembrasse limitato alla serie RTX 50 basata su architettura Blackwell.
Il lavoro ruota attorno al file nvngx_dlssnr. dll, che include i componenti necessari per attivare le nuove funzioni di neural rendering. Dopo un primo test riuscito su Control, la comunità RenoDX ha esteso l’esperimento ad altri giochi.

Come DLSS 5 è stato adattato alle GeForce RTX 40
Il nodo tecnico non era tanto il modello AI in sé, quanto il codice CUDA incluso nella DLL trapelata. La versione emersa da NBA 2K27 conteneva binari eseguibili solo dalle GPU Blackwell, anche se l’architettura Ada Lovelace delle RTX 40 dispone già della capacità di leggere ed eseguire dati in formato FP8, un dettaglio importante perché riduce la distanza tecnica tra le due generazioni.
A intervenire è stato il modder noto come Uncle Burrito, già legato al progetto RTX Remix. Il suo lavoro è consistito nell’analizzare quali binari venissero realmente richiamati dalla libreria e nel sostituire le parti incompatibili con versioni in grado di funzionare su Ada Lovelace.
L’ipotesi più plausibile è che la DLL inclusa nella build di NBA 2K27 fosse ancora una versione preliminare, non ancora compilata con tutti i binari necessari anche per l’architettura precedente. Questo spiegherebbe perché il limite apparisse inizialmente più rigido di quanto fosse davvero sul piano hardware.
Il test su RTX 4080 conferma che il porting è reale
La modifica non è rimasta confinata alla teoria. Un test condotto con una GeForce RTX 4080 ha confermato che la versione adattata del file può effettivamente avviarsi e funzionare su hardware Ada Lovelace. Intanto nella comunità RenoDX altri sviluppatori stanno già preparando varianti aggiuntive della patch, segno che il lavoro si sta rapidamente allargando oltre il primo esperimento.
Resta però un punto fondamentale: al momento non c’è alcuna conferma ufficiale su un supporto esteso di Nvidia per le GPU non Blackwell. Il porting dimostra che una parte delle limitazioni può essere aggirata con interventi tecnici mirati, ma non equivale a una disponibilità formale della funzione né garantisce compatibilità universale nei giochi futuri.
Per le schede più vecchie la situazione appare ancora più complessa. Le GeForce RTX 30 basate su Ampere, e a maggior ragione le generazioni precedenti, non offrono supporto nativo a FP8, quindi l’adattamento richiederebbe interventi ben più profondi.


