Midjourney ha alzato il livello dello scontro legale con Disney, Universal e Warner Bros., chiedendo al tribunale di obbligare gli studios a rendere noti i propri utilizzi interni dell’intelligenza artificiale.
La mossa è rilevante perché può incidere non solo sulla difesa di Midjourney, ma anche sul modo in cui verranno valutati in futuro addestramento dei modelli, fair use e responsabilità nel rapporto tra AI generativa e diritto d’autore.

Midjourney vuole ampliare l’accesso ai documenti sull’uso dell’AI negli studios
La disputa nasce dalle cause avviate da Disney e Universal, alle quali si è aggiunta in seguito Warner Bros., con accuse di violazione del copyright. Gli studios sostengono che il modello di Midjourney sia in grado di generare immagini di personaggi tutelati, come Bart Simpson o Darth Vader, e che questo implichi un uso non autorizzato dei loro contenuti.
Midjourney replica sostenendo che l’addestramento del modello su immagini coperte da copyright rientri nel fair use. Nella fase di discovery, un giudice aveva già stabilito che gli studios dovessero fornire informazioni sull’uso dell’AI generativa, ma soltanto nei casi in cui questa producesse immagini o video destinati ai consumatori. Ora l’azienda chiede di rimuovere questo limite.
- Disney e Universal hanno citato in giudizio Midjourney nel 2024 per presunta violazione del diritto d’autore.
- Warner Bros. ha successivamente avviato una causa separata contro la società.
- Midjourney chiede accesso anche ai documenti relativi a utilizzi interni dell’AI, non solo a contenuti distribuiti al pubblico.
- La società considera questa documentazione utile per contestare le accuse di danno al mercato avanzate dagli studios.
Perché i documenti interni degli studios possono pesare sul futuro dell’AI generativa
Midjourney sostiene che i documenti trattenuti potrebbero mostrare se le major stiano sviluppando internamente strumenti di generazione immagini per storyboard, concept creativi o altre attività produttive. Se emergesse un uso di materiali non autorizzati per l’addestramento, la società proverebbe a dimostrare che si tratta di una pratica diffusa nel settore e non di un comportamento isolato.
Un altro punto della richiesta riguarda i prompt usati dagli studios sulla piattaforma Midjourney. L’azienda vuole ottenere l’intero set di prompt e relative immagini generate, non solo quelli che avrebbero prodotto risultati ritenuti in violazione.
- Midjourney cita possibili usi interni dell’AI per storyboard e sviluppo creativo.
- La società chiede anche tutti i prompt usati dagli studios sulla piattaforma, con le immagini risultanti.
- Gli studios contestano la portata della richiesta e la considerano troppo ampia.
- Il caso può influire sui futuri criteri di valutazione tra innovazione AI e tutela delle opere protette.


