JEDEC ha mostrato in anteprima il futuro della memoria mobile e per server con lo standard LPDDR6, pensato per alzare l’asticella su efficienza, capacità e prestazioni. Il nuovo progetto punta a servire soprattutto i datacenter AI, ma riguarda anche PC e piattaforme mobili di prossima generazione.
Il punto più interessante è la combinazione tra capacità fino a 512 GB, una nuova organizzazione dei canali e il supporto ai moduli SOCAMM2. In parallelo è in sviluppo anche una variante PIM con elaborazione integrata nella memoria, utile per ridurre i movimenti dati nei carichi di inferenza.

LPDDR6 alza capacità e densità per i carichi AI
Il nuovo standard LPDDR6, noto come JESD209-6, è stato progettato per offrire più capacità rispetto a LPDDR5 e LPDDR5X, mantenendo al tempo stesso consumi contenuti. L’obiettivo è chiaro: dare più margine ai sistemi che devono gestire modelli AI, inferenza e training con richieste di memoria sempre più elevate.
Tra gli elementi più rilevanti c’è il passaggio a un’interfaccia per die più stretta, con modalità x6 oltre alle configurazioni x12 e x24. Questa impostazione permette di inserire più die nello stesso package e quindi di arrivare a densità più alte per componente e per canale.
Il traguardo indicato è una capacità massima pianificata di 512 GB, un valore che porta LPDDR6 ben oltre il limite attuale di LPDDR5 e LPDDR5X. Per i datacenter AI significa più memoria disponibile in spazi compatti, un fattore importante quando il numero di modelli e richieste cresce rapidamente.
- Standard: LPDDR6, sigla JESD209-6
- Capacità prevista: fino a 512 GB
- Interfaccia per die: modalità x6, x12 e x24
- Obiettivo principale: aumentare densità ed efficienza per AI e piattaforme future

SOCAMM2 porta LPDDR6 nei moduli compatti e sostituibili
Accanto allo standard di memoria, JEDEC sta sviluppando anche un formato SOCAMM2 basato su LPDDR6. Si tratta di un’evoluzione importante perché mantiene un design compatto e sostituibile, pensato per semplificare assistenza e aggiornamenti rispetto a soluzioni più integrate.
Il nuovo modulo è descritto come compatibile con l’impostazione già usata dai moduli LPDDR5X SOCAMM2, quindi il passaggio di generazione dovrebbe essere più lineare per chi adotta questo tipo di piattaforma. Per i server AI è un vantaggio pratico: più capacità, ma senza rinunciare a un formato facilmente gestibile.
Nel frattempo è in fase di chiusura anche lo standard LPDDR6 PIM, cioè una versione con elaborazione dentro la memoria. L’idea è ridurre il traffico tra memoria e unità di calcolo, migliorando l’efficienza energetica e le prestazioni nelle attività di inferenza edge e datacenter.
- SOCAMM2 è un modulo compatto e sostituibile
- La versione LPDDR6 è pensata come evoluzione dei moduli LPDDR5X SOCAMM2
- LPDDR6 PIM integra capacità di elaborazione nella memoria
- L’obiettivo è ridurre i movimenti dati e i consumi nei carichi AI
