LineageOS ha preso una posizione netta sul futuro piano di verifica degli sviluppatori Android annunciato da Google: il progetto ha chiarito che non adotterà questo sistema e che, allo stato attuale, non ne sarà direttamente coinvolto.
Il punto centrale è tecnico ma molto concreto: LineageOS non preinstalla GMS, ciòè i servizi mobili di Google, e non partecipa alla certificazione Google. Per questo la nuova procedura non dovrebbe incidere sul funzionamento della ROM né sulla normale installazione delle app fuori dall’ecosistema ufficiale Google.

Il piano di Google riguarda soprattutto i dispositivi certificati con servizi Google
Google dovrebbe introdurre entro la fine dell’anno un programma di verifica per gli sviluppatori Android, chiedendo informazioni valide come un documento governativo o credenziali aziendali per completare la registrazione. In questo schema, le app pubblicate da sviluppatori verificati sarebbero quelle installabili in modo regolare.
LineageOS ha spiegato che questa misura tocca in primo luogo i dispositivi certificati Google e dotati di GMS preinstallati. La ROM, invece, resta fuori da questo perimetro perché non include i servizi Google di default e non segue il processo di approvazione richiesto dal colosso di Mountain View.
- Il nuovo sistema di verifica è previsto nel corso del 2025.
- Gli sviluppatori dovranno fornire dati identificativi validi per registrarsi.
- L’impatto principale riguarda i device Android con certificazione Google e servizi Google preinstallati.
LineageOS esclude l’adozione della verifica anche con GApps installate manualmente
Il team di sviluppo ha chiarito anche un altro aspetto rilevante: se un utente decide di installare manualmente un pacchetto GApps, LineageOS non attiverà comunque la verifica degli sviluppatori. La ragione indicata è semplice: una funzione di questo tipo finirebbe per limitare l’installazione di applicazioni di terze parti.
C’è però uno scenario che il progetto considera possibile. Google potrebbe in futuro integrare questa verifica direttamente nei servizi Play. Se accadesse, LineageOS ha già fatto sapere che disabiliterebbe attivamente la funzione.
- La verifica non verrebbe abilitata neppure con GApps aggiunte dall’utente.
- LineageOS considera la misura un limite all’installazione di app esterne.
- Se Google spostasse il controllo dentro Play Services, la ROM punta a disattivarlo.
La protesta si allarga e punta a difendere l’apertura storica di Android
Oltre alla presa di posizione tecnica, LineageOS ha aderito insieme ad altre organizzazioni open source a una petizione che chiede a Google di mantenere Android aperto. Il messaggio è diretto: introdurre controlli più rigidi sull’identità degli sviluppatori rischia di spostare ulteriormente il baricentro della piattaforma verso un modello più chiuso.
Per chi segue il mondo Android oltre i prodotti commerciali, la vicenda merita attenzione perché tocca un equilibrio delicato tra sicurezza, distribuzione delle app e libertà di installazione. LineageOS, almeno per ora, conferma di voler restare dalla parte della massima flessibilità.
- LineageOS ha firmato una petizione con altre realtà open source.
- L’obiettivo è preservare il carattere aperto di Android.
- Il tema coinvolge sicurezza, libertà di installazione e controllo dell’ecosistema.


