Li Auto avrebbe avviato nel 2024 una nuova fase del proprio business, aprendo all’esterno alcune tecnologie finora sviluppate soprattutto per uso interno. L’operazione riguarda componenti strategici come il chip proprietario Mahe, i moduli al carburo di silicio e il sistema range extender, con l’obiettivo di cercare nuovi clienti e, in alcuni casi.
La mossa è interessante perché mostra come un costruttore nato nell’auto stia cercando di valorizzare la propria filiera tecnica come attività autonoma. Non si parla quindi solo di veicoli, ma di una possibile espansione nel ruolo di fornitore industriale, in un momento in cui software.

Li Auto porta all’esterno chip, carburo di silicio e range extender
Tra le attività già avviate verso la fornitura esterna ci sarebbero il chip Mahe sviluppato in casa, la società di moduli al carburo di silicio Skop Semiconductor e i sistemi range extender. Le strutture dedicate a chip e moduli sarebbero già state separate in entità societarie indipendenti, con un’impostazione pensata per allargare il portafoglio clienti oltre l’ecosistema Li Auto.
Per Skop Semiconductor sarebbe inoltre in preparazione un’apertura a ulteriori finanziamenti esterni. Anche sul fronte delle tecnologie di propulsione, il gruppo avrebbe già lasciato intendere la disponibilità a collaborare con clienti terzi.
Il chip Mahe M100 è il tassello più visibile della strategia
Il prodotto più emblematico di questa apertura è il Mahe M100, presentato a giugno. Si tratta di un chip automotive realizzato con processo a 5 nm di livello automotive e accreditato di una potenza di calcolo pari a 1280 TOPS per singolo chip. È un dato che posiziona chiaramente il componente tra le soluzioni pensate per carichi avanzati legati a guida assistita, percezione e funzioni intelligenti di bordo.
Dal secondo trimestre dell’anno il Mahe M100 è già stato installato su diversi modelli del marchio, tra cui i nuovi L9, L8, L6, MEGA e i9. Questo aspetto conta perché il chip non è più soltanto un progetto annunciato, ma una piattaforma già impiegata su veicoli di serie.
Non solo automotive: Li Auto starebbe proponendo il chip anche alla robotica
Un dettaglio particolarmente rilevante è l’interesse mostrato anche da aziende attive nell’intelligenza incarnata, ciòè nella robotica con capacità avanzate di percezione e movimento. In questi colloqui Li Auto avrebbe proposto direttamente il chip Mahe, segno che il progetto potrebbe avere ambizioni più ampie rispetto al solo utilizzo nei veicoli.
L’adozione effettiva da parte di queste aziende dipenderebbe però dalla difficoltà di migrazione degli algoritmi verso la nuova piattaforma hardware. È un punto tecnico decisivo: avere potenza di calcolo elevata non basta, perché l’ecosistema software, gli strumenti di sviluppo e i costi di adattamento pesano quanto le specifiche.
