Kimi ha lanciato ufficialmente Kimi Code Desktop, il nuovo client desktop del suo servizio di coding assistito dall’AI, disponibile da subito per macOS e Windows.
Il software consente di usare un agente AI capace di leggere e scrivere codice, eseguire comandi e portare avanti attività automatizzate direttamente all’interno dell’app. Rispetto all’esperienza da riga di comando, qui tutto viene raccolto in un’unica finestra: progetti, sessioni, configurazioni, avanzamento dei task e modifiche al codice.

Kimi Code Desktop punta su controllo visivo e continuità con la versione CLI
Kimi Code Desktop nasce come estensione ufficiale del servizio Kimi Code e mantiene la continuità con la versione CLI già usata da molti utenti. Chi arriva da quell’ambiente ritrova infatti le stesse capacità dell’agente, con il vantaggio di una gestione più leggibile delle attività locali e di un’interazione meno dispersiva.
L’app organizza le conversazioni per area di lavoro e permette di associare a ogni sessione una cartella di progetto locale. In questo modo diventa più semplice seguire task diversi senza perdere il contesto. La parte grafica mostra in modo trasparente i passaggi eseguiti dall’agente, incluse chiamate agli strumenti, avanzamento dell’esecuzione e modifiche prodotte nei file.
Tra le modalità operative spiccano anche diverse impostazioni per adattare il comportamento dell’AI al tipo di lavoro. La modalità Plan serve per far analizzare un compito e ottenere prima un piano d’azione, utile quando serve una conferma prima di toccare il progetto.
Terminale, browser e strumenti Git integrati rendono l’app più vicina al flusso di sviluppo reale
Uno degli aspetti più interessanti è l’integrazione di strumenti che normalmente costringono a passare tra più finestre. Kimi Code Desktop include infatti un terminale incorporato per eseguire build, test, controlli di formattazione e altri comandi di verifica, oltre alla consultazione dell’output Git.
L’app integra anche un browser, utile per aprire pagine web, verificarne il comportamento e lasciare che l’agente interagisca direttamente con gli elementi dell’interfaccia. A questo si aggiunge il supporto per annotazioni su screenshot e selezioni di aree dello schermo, così da fornire all’AI indicazioni visive precise su errori, difetti di layout o dettagli di design da correggere.
Sul fronte del versionamento, la sezione Git mostra branch corrente, stato di avanzamento rispetto al repository remoto, file modificati e informazioni legate alle pull request. Anche la revisione delle differenze è integrata: le modifiche possono essere controllate per file o per singolo turno di intervento, con anteprima di vari formati come Markdown, JSON e HTML.
Disponibilità già aperta su macOS e Windows con accesso via account Kimi
Kimi Code Desktop è già scaricabile dal sito ufficiale del servizio ed è compatibile con macOS, sia su chip Apple sia su processori Intel, oltre che con Windows. Una volta installato, si può accedere con il proprio account Kimi per usare i modelli disponibili nel piano associato e controllarne utilizzo e permessi direttamente dalle impostazioni.
L’app permette anche di configurare fornitori di modelli di terze parti, ma l’esperienza più lineare resta quella basata sull’ecosistema Kimi, che consente di gestire da un solo pannello modello predefinito, provider, plugin e autorizzazioni.
