Apple alza il livello dell’AI locale su smartphone con A20 Pro, il nuovo chip dei modelli iPhone 18 Pro. Nei test condivisi online, iPhone 18 Pro è riuscito a eseguire in locale un modello da 27 miliardi di parametri con una velocità che arriva al doppio rispetto a iPhone 17 Pro.
La base tecnica è composta da una doppia Neural Engine a 16 core e da 12 GB di RAM LPDDR5X con bus a 96 bit. Insieme, questi elementi portano la banda memoria fino a 115,2 GB/s e permettono al telefono di gestire carichi AI più pesanti direttamente sul dispositivo, senza passare dal cloud.

A20 Pro spinge l’AI on-device su un nuovo livello
La novità più interessante dell’A20 Pro è l’adozione, per la prima volta nella storia degli Apple Silicon, di una configurazione con doppia Neural Engine a 16 core. Si tratta di un’architettura pensata specificamente per i calcoli di intelligenza artificiale e, nei carichi dedicati, il throughput di picco supera persino quello della GPU a 7 core integrata nel chip.
Nella dimostrazione pratica, il modello Bonsai-27B gira in modo fluido su iPhone 18 Pro, con una generazione di token visibilmente più rapida rispetto alla generazione precedente. Il dato più concreto è proprio questo: Apple non si limita ad aggiungere funzioni AI lato software, ma porta avanti anche la capacità di eseguire modelli complessi in locale, con benefici su latenza, privacy e utilizzo offline.
La memoria è il vero fattore chiave per iPhone 18 Pro
Il salto prestazionale non dipende soltanto dal motore neurale. iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max integrano una memoria unificata più veloce rispetto a iPhone 17 Pro, con una configurazione da 12 GB e una larghezza di banda molto più alta.
Proprio qui emerge anche il limite attuale. Se il primo Bonsai, basato su quantizzazione a 1 bit, può girare con facilità anche su dispositivi con meno RAM, Bonsai 2 in versione quantizzata a 2 bit risulta troppo pesante per essere caricato completamente nella memoria locale di iPhone 18 Pro.
Prestazioni promettenti, ma il margine di crescita resta nella RAM
Il risultato ottenuto da iPhone 18 Pro conferma che l’AI locale sta diventando un elemento sempre più concreto anche nella fascia premium. Far girare senza evidenti rallentamenti un modello di queste dimensioni su telefono è già oggi un segnale forte, soprattutto perché mostra una piattaforma hardware più equilibrata tra NPU e memoria.
Allo stesso tempo, la situazione evidenzia che i prossimi passi passeranno soprattutto da ulteriori aumenti di capacità e banda della RAM. Per supportare modelli ancora più grandi e complessi senza compromessi, i futuri iPhone Pro dovranno probabilmente spingersi oltre l’attuale configurazione.

