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Huawei: chip nazionali e HarmonyOS riportano il brand al primo posto in Cina

Huawei rivendica un passaggio chiave nella propria strategia software e hardware: l’azienda ha dichiarato di aver raggiunto il primo posto in Cina per quota di mercato nelle spedizioni domestiche grazie a chip nazionali e all’ecosistema HarmonyOS.

Il dato più interessante non è solo la leadership ritrovata, ma il modo in cui sarebbe stata ottenuta: Huawei descrive questa fase come un cambio di motore in corsa, con la sostituzione progressiva della piattaforma operativa su tutta la linea 1+8 e con i nuovi prodotti ormai basati interamente su componenti e software sviluppati in casa o comunque nel.

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Huawei dice di essere tornata al vertice delle spedizioni smartphone in Cina

Nel corso dell’intervento, Xu Zhijun ha spiegato che dal 2025 Huawei ha iniziato a migrare gradualmente tutti i dispositivi della propria strategia 1+8 verso un sistema operativo basato su OpenHarmony. Questo percorso avrebbe portato nel 2026 al ritorno dell’azienda al primo posto nel mercato cinese per spedizioni di smartphone, con un vantaggio che, trimestre dopo trimestre, sarebbe ancora in espansione.

La dichiarazione ha un peso particolare perché lega direttamente i risultati commerciali alla nuova base tecnica di Huawei. L’azienda sostiene infatti di aver raggiunto questo traguardo con prodotti di nuova generazione equipaggiati con HarmonyOS e con chip domestici, presentando la transizione come una prova di tenuta industriale oltre che di competitività sul mercato.

La crescita di HarmonyOS 6 mostra che la strategia non riguarda solo gli smartphone

Huawei ha anche aggiornato i numeri della piattaforma: al 20 agosto 2026 i terminali equipaggiati con HarmonyOS 6 hanno superato quota 80 milioni, con l’obiettivo di oltrepassare i 100 milioni già nel quarto trimestre dell’anno. È un passaggio rilevante perché conferma che la scommessa sull’ecosistema non si limita ai telefoni, ma punta a una diffusione trasversale tra più categorie di prodotto.

Il riferimento alla linea 1+8 va proprio in questa direzione: smartphone, tablet, wearable, audio, PC e altri dispositivi collegati devono condividere una base software comune e un’integrazione più stretta.

Il piano HarmonyOS ora punta a rafforzare tutta la filiera

Durante l’evento è stato inoltre annunciato il piano Hongtu, un’iniziativa orientata a consolidare l’ecosistema HarmonyOS coinvolgendo partner della catena industriale come produttori di chip, moduli, fornitori software e aziende hardware. L’idea è accelerare l’adozione con risorse dedicate, incentivi allo sviluppo, valutazioni tecniche e supporto alla commercializzazione.

Per Huawei questa fase è ancora una maratona, non un traguardo finale. Il messaggio è chiaro: la leadership nelle spedizioni in Cina rappresenta un risultato importante, però il vero banco di prova resta la capacità di dare continuità all’ecosistema, aumentarne la scala e trasformarlo in una piattaforma stabile per dispositivi, applicazioni e servizi nel lungo periodo.

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