GPD ha mostrato i primi prodotti consumer basati su interfaccia MCIO, una soluzione pensata per portare più banda nelle configurazioni con GPU esterna e ridurre il collo di bottiglia tipico di OCuLink, Thunderbolt e USB4.
Il dato che conta è soprattutto quello dichiarato da GPD sulla resa grafica: con MCIO la perdita prestazionale si fermerebbe al 2% in abbinamento a una GeForce RTX 4090 desktop, contro cali sensibilmente più alti sulle soluzioni concorrenti. Non c’è ancora una data ufficiale di lancio, ma la presentazione lascia intendere un debutto a breve.
MCIO prova a superare i limiti delle eGPU tradizionali
MCIO, sigla di Mini Cool Edge IO, nasce in ambiti come server, storage e hardware per l’intelligenza artificiale, ma GPD sta cercando di portarlo in una fascia più accessibile. L’obiettivo è semplice: trasferire segnali ad alta velocità attraverso un connettore compatto, così da avvicinare il più possibile le prestazioni di una GPU esterna a quelle di una scheda installata direttamente nel sistema.
Nel confronto diffuso dal marchio, l’uso di MCIO con una RTX 4090 desktop comporterebbe appena un 2% di perdita, mentre OCuLink 4,0 x 4 si muoverebbe in un intervallo compreso tra il 4% e il 25%. Con Thunderbolt 5 e USB4 v2 il divario può andare anche oltre.
GPD G2 e GPD Box puntano su espandibilità e connettività moderna
La nuova GPD G2 è una dock eGPU con alimentatore integrato e, considerando il riferimento alla RTX 4090, tutto lascia pensare a una compatibilità con la maggior parte delle schede video desktop a triplo slot. A bordo ci sono anche uno slot M. 2 per espandere lo storage, supporto Power Delivery fino a 100 W, una porta USB4 v2, due USB Type-A e una porta LAN.
Accanto alla dock arriva il GPD Box, mini PC basato sulla futura piattaforma Intel Panther Lake. Il suo elemento chiave è la porta MCIO 8i su base PCIe 5,0 x 8, accreditata di una banda bidirezionale di 512 Gbps. GPD la presenta come una soluzione quattro volte più veloce rispetto a OCuLink su PCIe 4,0 x 4.

