Google ed Epic Games hanno ritirato congiuntamente la richiesta di modifica dell’ingiunzione antitrust negli Stati Uniti, confermando così l’attuazione del provvedimento già stabilito dal tribunale. Il passaggio più concreto ha una data precisa: dal 22 luglio negli Stati Uniti Google Play supporterà direttamente gli store di app di terze parti.
Per gli utenti significa una novità importante nell’ecosistema Android: non sarà più necessario ricorrere al sideload per installare determinati negozi alternativi. La misura nasce per aumentare la concorrenza nella distribuzione delle app, ma l’accesso resterà regolato da requisiti tecnici, commerciali e di sicurezza piuttosto rigidi.
Google Play aprirà agli store alternativi negli Stati Uniti dal 22 luglio
La svolta arriva dopo anni di confronto legale tra Google ed Epic Games sul controllo della distribuzione delle app Android. Il tribunale federale della California del Nord aveva già stabilito che Google deteneva un monopolio illegale nel mercato della distribuzione di app Android, imponendo a Google Play un’apertura più netta verso i concorrenti.
Con il ritiro della richiesta di modifica dell’ingiunzione, il piano originario resta in vigore. In pratica, gli utenti statunitensi potranno scaricare store Android di terze parti direttamente da Google Play, senza passare da procedure esterne di installazione.
- Avvio ufficiale negli Stati Uniti il 22 luglio.
- Gli store di terze parti potranno essere distribuiti direttamente tramite Google Play.
- Non sarà più necessario il sideload per installare questi store nel mercato USA.
- Gli sviluppatori potranno scegliere di escludere le proprie app dalla condivisione del catalogo.
Gli store di terze parti dovranno rispettare costi, controlli e limiti operativi
L’apertura non sarà indiscriminata. Google ha già definito una serie di condizioni per i gestori che vorranno accedere al catalogo Play e operare all’interno del nuovo schema. Il primo filtro è economico: è previsto un canone annuale di 5.000 dollari, circa 4.600 euro, destinato alle verifiche di sicurezza e conformità alle policy.
Ci sono poi vincoli operativi precisi. Gli store ammessi potranno servire solo il mercato statunitense, dovranno restare aperti a sviluppatori terzi qualificati senza criteri discriminatori e adottare procedure di revisione chiare ed eque. Sul fronte sicurezza, Google richiede anche che i tentativi di installazione di malware restino sotto la soglia dell’1%.
- Quota annuale di accesso: 5.000 dollari, circa 4.600 euro.
- Distribuzione limitata al mercato USA.
- Obbligo di accesso non discriminatorio per sviluppatori terzi idonei.
- Necessità di meccanismi chiari di revisione e sicurezza.
- Tentativi di installazione malware richiesti sotto l’1%.
Negli Stati Uniti ci sarà un modello diverso rispetto al resto del mondo
Google ha già indicato che più avanti nel corso dell’anno intende introdurre una versione globale del programma Registered App Stores con il nuovo Android. Al di fuori degli Stati Uniti, però, il modello previsto resterà differente: gli store terzi continueranno a passare da una modalità basata su registrazione e installazione tramite sideload, invece che da una presenza diretta su Google Play.
In sostanza si va verso un ecosistema Android a doppio binario. Negli USA il tribunale ha imposto un’apertura più profonda del Play Store; altrove Google punta a una soluzione più controllata. Restano ancora da chiarire diversi dettagli su distribuzione delle app, pagamenti in-app e commissioni, ma il segnale è già netto: la piattaforma Android sta diventando più aperta verso canali alternativi.
- Negli USA Google Play ospiterà direttamente store concorrenti.
- Fuori dagli USA Google punta al modello Registered App Stores con sideload.
- Restano aperti i temi su pagamenti, commissioni e implementazione pratica.


